Una briosa composizione di Shorter: United

Questa composizione di Shorter risale ai tempi della sua presenza tra i Jazz Messengers di Art Blakey, di cui era direttore artistico, ma è rimasta sconosciuta sino al 1970 quando fu pubblicata su Roots & Herbs da Blue Note, ma andò presto fuori stampa. Poi, nel 1979 fu rimessa su Pisces, un album che conteneva materiale registrato dalla band tra il 1961 e il 1964.

Originariamente registrato nel febbraio 1961, la formazione di United prevedeva allora la presenza di Lee Morgan alla tromba, Wayne Shorter al tenore, Bobby Timmons al piano e  Jymie Merritt al contrabbasso. 

Il tema è una di quelle tipiche melodie grintose dell’hard-bop per cui i Messengers erano celebri: una melodia semplice e facilmente memorizzabile, una classica progressione di accordi II-V-I in chiave minore spinta da un robusto supporto ritmico in 3/4 della batteria e dell’ostinato di contrabbasso. 

Lo stesso brano lo si ritrova splendidamente suonato da Woody Shaw in ben due registrazioni, una nel suo disco eponimo registrato per la Columbia ad inizio anni ’80 e poi in Bemsha Swing , registrato nel 1986 in quartetto accompagnato dal pianoforte di Geri Allen

Il tema contiene in sé uno spirito latino che viene esaltato nella versione più recente (2004) e modernizzata in Notes from the Underground di Medeski Martin & Wood. È questo cambiamento in stile latino che potrebbe aver ispirato Medeski Martin & Wood ad affrontarlo. In questa versione la melodia inizia con un groove in 6/8 latin-funk imposto da Martin che poi si diffonde per tutto il percorso della canzone. Nel complesso è una versione  raffinata che pare esaltare le caratteristiche della composizione di Shorter.

Ecco qui tutte le versioni citate, meno quella di Woody Shaw con Geri Allen che non sono riuscito a rintracciare in rete, ma avrebbe meritato anch’essa di essere qui riportata. Buon ascolto.

2 pensieri su “Una briosa composizione di Shorter: United

  1. Non ricordavo questa gemma. Shorter ne ha distillate tante nella sua lunghissima carriera e nei più vari contesti.
    Azzardo ad asserire che per Blakey la lunga permanenza di Wayne Shorter nel suo gruppo è stata un formidabile valore aggiunto anche per quanto riguarda il lato compositivo e per gli arrangiamenti.
    Belle anche le altre versioni con menzione speciale per Woody Shaw.

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