I “minori” del sax tenore: Allen Eager

Il sassofono tenore è certamente considerabile uno degli strumenti principe del jazz che ha goduto storicamente di una miriade di rappresentanti, dal capostipite Coleman Hawkins in poi, per quanto oggi i nomi che circolano siano sempre gli stessi ripetuti sino alla noia. Come abbiamo già sottolineato nell’articolo di ieri dedicato a Miles Davis e come peraltro avevo già scritto nel saggio dedicato a Sonny Stitt (pubblicato su Musica Jazz del Marzo 2015): “…l’epopea jazzistica è sempre stata raccontata passando per i crocevia innovativi del linguaggio, attribuiti al genio di isolate figure artistiche che li hanno personificati: Morton, Armstrong, Ellington, Parker, Monk, Mingus, Davis, Coltrane, Coleman etc. In realtà, la cultura musicale africano-americana si è sempre manifestata come espressione di una collettività, un bacino plurimo di contributi, spesso di attribuzione inestricabile e nel quale molti personaggi, considerati impropriamente minori, hanno invece partecipato a disegnarne il quadro. Si tratta di una moltitudine di musicisti che potrebbero essere citati all’uopo, influenzati da qualcosa o qualcuno e che forse non hanno a loro volta influenzato nessuno, ma ai quali si farebbe un torto nello sminuirne il contributo, ponendoli in un immeritato oblio critico“.

Tra i tanti nomi che potremmo fare, Allen Eager (10 gennaio 1927 – 13 aprile 2003) è oggi quasi dimenticato, ma è stato un eccellente tenorsassofonista bianco molto apprezzato negli anni d’oro del be-bop, nella seconda metà degli anni ’40. E’ nato a New York City il 10 gennaio 1927 (per inciso coetaneo di Stan Getz) e cresciuto nel Bronx. Proprio con Getz fece parte a fine anni ’40, insieme a Zoot Sims, Al Cohn e Brew Moore, dei famosi Five Brothers, un quintetto di straordinari tenoristi bianchi che ispirarono a Gerry Mulligan l’eponimo brano.

Eager ha iniziato a studiare musica in età precocissima, arrivando poi a prendere lezioni di clarinetto da David Weber della New York Philharmonic all’età di 13 anni. Già a 15 anni ha avuto l’occasione di suonare brevemente per Woody Herman. A 16 anni, ha suonato nella band di Bobby Sherwood, poi con Sonny Dunham, Shorty Sherock e Hal McIntyre. Eager è stato di nuovo con Herman nel biennio 1943–1944, con Tommy Dorsey nel 1945. Dopo la seconda guerra mondiale divenne uno dei musicisti protagonisti delle innovative istanze be-bop, essendo regolarmente presente sulla 52a strada di New York nell’immediato dopoguerra. Proprio in quel periodo ha lì guidato un suo gruppo e ha potuto debuttare discograficamente come leader incidendo per Savoy Records nel febbraio del 1946. Il suo modo di suonare il sassofono tenore è stato, come per i sassofonisti coevi componenti i Five Brothers e altri ancora, influenzato da Lester Young.

Non comunemente per un sassofonista bianco dell’epoca, Eager è stato anche un membro di diverse band guidate da musicisti neri, tra cui si possono citare Coleman Hawkins, con cui registrò nel 1946, ma soprattutto Fats Navarro e Charlie Parker nel 1947. Eager ha registrato anche con il trombettista Red Rodney per Keynote Records in quello stesso anno. Ha suonato da protagonista nella band di Tadd Dameron con Fats Navarro al Royal Roost di New York nel 1948, di cui esiste una indispensabile documentazione discografica.

Nei primi anni ’50 ha suonato con Gerry Mulligan, con il vibrafonista Terry Gibbs e con Buddy Rich. Abbandonò poi brevemente la musica dandosi all’attività sportiva, diventando curiosamente un maestro di sci e di equitazione.  La tossicodipendenza di Eager ha condizionato pesantemente la sua carriera musicale, come quella di molti boppers. Come ha osservato il critico Ira Gitler: “quando stava sciando o cavalcando, completamente lontano dalla musica, era sano, ma ogni volta che tornava dal suo tenore, il demone che ha inseguito Bird lo ha ritrovato“.  Dal 1953 al 1955 ha diretto di nuovo un suo gruppo. Ha suonato spesso con il trombettista Howard McGhee in quegli anni. Ha vissuto a Parigi dal 1956 al 1957, continuando lì ad esibirsi. Tornato negli Stati Uniti nel 1957, Eager ha registrato nel Gerry Mulligan Songbook ritovando nell’occasione i brothers Al Cohn e Zoot Sims,  in quella che è stata la sua ultima registrazione nel quarto di secolo successivo, dopodichè si ritirò sostanzialmente dal jazz. Eager ha citato la morte di Charlie Parker (nel 1955) e i suoi problemi con la tossicodipendenza come motivo principale del suo ritiro dalla scena. Ha proseguito con altre attività precedentemente intraprese, come lo sci e persino le corse automobilistiche competitive.

Di tanto in tanto si è dedicato di nuovo alla musica, suonando ad esempio il sax contralto con Charles Mingus al Newport Jazz Festival nel 1960. Alla fine degli anni ’60 si stabilì in Florida con la sua famiglia. Ha suonato persino con Frank Zappa negli anni ’70. Solo nel 1982 Eager è però tornato in sala di registrazione con un album in quartetto per la Uptown Records, intitolato prevedibilmente Renaissance. Il pianista della sessione, Hod O’Brien, ricorda che Eager iniziò a suonare molto lentamente: “era come se non avesse mai suonato un sax prima […] ma lentamente, le linee diventavano più chiare e più lunghe. Era come se avesse imparato a suonare di nuovo nello spazio di mezz’ora“. E’ stato poi in tournée con Dizzy Gillespie nel 1983. Morì di cancro al fegato il 13 aprile 2003, a Daytona Beach, in Florida.  Ecco qui qualche esempio del suo stile rintracciato in rete. Buon ascolto.

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