Lee Morgan, sinonimo di hard bop

Nella ormai lunga storia del jazz ci sono stati musicisti talmente fedeli ad un certo linguaggio e un certo stile da diventarne l’emblema. L’aderenza allo hard bop di Lee Morgan, uno dei più grandi talenti trombettistici di ogni epoca, ne è un chiaro esempio. È pur vero che la sua prematura scomparsa alla giovane età di 34 anni (era del 1938, cioè coetaneo del recentemente scomparso McCoy Tyner) nel 1972 per mano della moglie omicida, lo ha privato di possibili evoluzioni linguistiche negli anni di una maturità mai vissuta, tuttavia egli aveva già potuto attraversare i dinamici anni ’60 caratterizzati dall’ esplosione del movimento Free senza raccoglierne le più comuni istanze. Il che fa supporre che perseguisse una propria precisa estetica non molto incline ad assorbire tali istanze pedissequamente.

Se si passa in rassegna la sua ricca discografia, ci si rende comunque conto che il suo fedele approccio hardboppistico ha manifestato nel tempo una percettibile progressiva maturazione, portandolo a realizzare le sue migliori registrazioni da leader (praticamente tutte o quasi per Blue Note) dagli anni ’60 in poi. D’ altronde la cosa è anche spiegabile tenendo conto di come avesse avuto modo di incidere il suo primo disco da leader nel 1956 (Indeed!, Blue Note), quando era ancora diciottenne, evolvendo poi con l’età e l’esperienza progressivamente maturata nei successivi anni. Tra i molti titoli che si potrebbero citare propongo qui una traccia presa dallo splendido The Gigolo, registrato nel giugno 1965 in compagnia di una band eccelsa composta da uno Wayne Shorter in spolvero e una grande ritmica fatta da Harold Mabern, Bob Cranshaw e Billy Higgins. In aggiunta ho piazzato un filmato che vede il nostro in piena azione in diverse situazioni. Buon ascolto.

2 pensieri su “Lee Morgan, sinonimo di hard bop

  1. Proprio poco tempo fa, mi sono imbattuto in un podcast del programma radiofonico “Body and Soul” L’ospite era Enrico Pieranunzi. pianista di spessore internazionale, il quale, nel parlare delle sue fonti d’ispirazione, si è soffermato fra gli altri su Lee Morgan sottolineando il concetto che il jazz è un linguaggio dove l’apprendimento si caratterizza per una forte trasversalità di stili e di strumenti. Questo fatto, al di là del caso specifico del bravo pianista romano, è un’ulteriore conferma del valore del trombettista di Philadelphia. A me ha sempre colpito che l’attività di Morgan si è concentrata nel periodo di maggiore creatività anche come strumentista di un mostro sacro del calibro di Miles Davis. Eppure Morgan non è mai andato dietro alla scia di Davis. Egli ha orgogliosamente proseguito lungo la sua strada e i suoi ultimi lavori solisti penso al live al Lighthouse e al doppio di studio pubblicato postumo, sono opere di grande respiro e intensa espressività con formazioni ben assortite ricche di talenti, penso ad esempio a Bennie Maupin e Billy Harper.
    Mi piace pensare che se quella notte non fosse successo l’irreparabile a quel jazz club del Greenwich Village (ci si mise anche la neve a ritardare i soccorsi…), lo avremmo sentito esprimersi ancora a lungo con l’energia e il talento ampiamente dimostrati nei tre lustri di carriera.
    Infine una battuta un po’ acida… Che dici Riccardo, avremo mai a teatro “Tempo di Lee” dopo “Tempo di Chet?”

    Piace a 1 persona

    1. Condivido il tuo pensiero. Riguardo agli eventuali omaggi a Morgan, beh, come dire, ognuno fa que che può e certi trombettisti italici ipersopravvalutati e sovraesposti sino alla noia, oltre che tecnicamente limitati non sono in grado di prendere a modello un trombettista di tal qualità. È semplicemente proibitivo per loro, molto più comodo perseverare sulle debolezze e i cliché , più che sui pregi, di modelli apparentemente più alla loro portata, ma in genere ho in uggia le brutte copie, in musica poi… Le lascio volentieri ad altri.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...