Buddy Collette, tra musica suonata e grande attività formativa

Quando si parla di West Coast Jazz, normalmente si pensa ad una musica fatta da bianchi americani nativi o residenti sulle coste californiane dell’Oceano Pacifico. Il fatto è che sulla West Coast un contributo alla musica di quella zona, e non da poco, lo hanno dato anche diversi musicisti neri, alcuni anche importantissimi. Tra questi oggi parliamo di  William Marcel “Buddy” Collette (6 agosto 1921 – 19 settembre 2010) che è stato un eccellente flautista, sassofonista e clarinettista, di non trascurabile importanza anche sul piano formativo per altri musicisti, oggi musicista abbastanza immeritatamente dimenticato.

Buddy Collette era nativo proprio di Los Angeles ed è cresciuto a Watts, circondato da persone di tutte le diverse etnie presenti nella zona. La famiglia di Collette non era economicamente agiata, ma la sua infanzia gli ha in effetti dato la possibilità di mescolarsi con persone di ogni genere e provenienza. Il melting pot di Watts incorniciava il modo in cui vedeva la sua posizione di uomo di colore nel futuro. Ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di dieci anni. Il suo amore per la musica proveniva non solo dalla sua comunità, ma dai suoi genitori: suo padre suonava il piano e sua madre cantava. Alle medie iniziò a suonare il sassofono. Nello stesso periodo, formò la sua prima band, L’anno seguente,  fondò una band con Ralph e Raleigh Bledsoe. Insieme hanno suonato per meno di un dollaro ciascuno alle feste organizzate nella zona il sabato sera. In seguito, Collette inaugurò un terzo gruppo che includeva nientemeno che Charles Mingus al contrabbasso. Come è noto anche dalla provocatoria e tumultuosa autobiografia del contrabbassista di Nogales, Collette e Mingus divennero presto anche ottimi amici, con Collette che giocò verso Mingus un ruolo anche sul piano della formazione personale. Fu Collette, tra l’altro, a suggeriere a Mingus di passare dal violoncello al contrabbasso.

Durante i suoi primi due anni di liceo, Collette iniziò a viaggiare a Los Angeles per stabilire collegamenti con altri musicisti.  All’età di 19 anni, iniziò a prendere lezioni di musica da Lloyd Reese, che ebbe un ruolo anche nella formazione di giganti quali Eric Dolphy e Charles Mingus. Dopo aver prestato servizio come leader della band della Marina americana, ha suonato con gli Stars of Swing (Britt Woodman, Mingus e Lucky Thompson), Louis Jordan e Benny Carter. Negli anni ’50, Collette cominciò ad estendere le sue collaborazioni ad alto livello e come musicista di studio, lavorando con Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Count Basie, Nat King Cole e Nelson Riddle. Nel 1955 si attivò come membro fondatore del Chico Hamilton Quintet, suonando un jazz da camera per lo più con il flauto assieme al chitarrista Jim Hall, il violoncellista Fred Katz e il bassista Carson Smith. Ha anche iniziato una attività da educatore insegnado a studenti che includevano nomi come Mingus, Eric Dolphy, Frank Morgan, Charles Lloyd e James Newton.

Nel 1949, Collette fu il primo musicista nero ad essere assunto da un’orchestra di studio televisivo trasmessa a livello nazionale, su You Bet Your Life, ospitata da Groucho Marx, un intrattenitore ebreo americano che era, negli anni ’40, uno dei maggiori esponenti dell’industria cinematografica. Grazie al conseguente riscontro pubblico, la fama di Collette crebbe ulteriormente; fu quindi chiamato con una certa frequenza per collaborazioni e registrazioni con musicisti come Ivie Anderson, Johnny Otis, Gerald Wilson, Ernie Andrews e Charles Mingus. Inoltre, ha collaborato anche con la Community Symphony Orchestra di Los Angeles, Percy Faith, Joe Liggins.

Collette e molti altri musicisti neri, tra cui Bill Green, Charles Mingus, Britt Woodman Milt Holland, si impegnarono negli anni ’50 anche in ambito sindacale, cercando di unire i due sindacati locali per musicisti bianchi e neri in un unico sindacato privo di steccati interrazziali. Questa fusione significò maggiori opportunità per i musicisti sia nelle carriere che nelle prestazioni assicurative, nonché foriero di notevoli progressi sul tema interrazziale e dei diritti civili.

Come già accennato, nel 1955, il multistrumentista californiano divenne  membro fondatore del quintetto  guidato dal batterista Chico Hamilton (altro jazzista molto sottostimato). Il quintetto godeva di un’originalissima proposta che aveva nella presenza  del violoncellista Fred Katz il fulcro della band. Il gruppo divenne una delle band jazz più influenti e famose della West Coast, tanto che nel 1957 (accompagnati dal flautista Paul Horn e dal chitarrista John Pisano) ebbe l’opportunità di apparire  nel film di Burt Lancaster-Tony Curtis, Sweet Smell of Success. In quello stesso anno, Collette collaborò con Horn nel suo ensemble gli Swinging Shepherds, un gruppo di quattro flauti.  Nel 1960, il quintetto ha anche offerto una performance significativa nel documentario del Newport Jazz Festival Jazz on a Summer’s Day, con in formazione Eric Dolphy. Qualche decennio dopo, il gruppo di Chico Hamilton si riunì venendo in tour anche in Italia, dove incise anche alcuni dischi per la Soulnote e con Musica Jazz che gli dedicò all’epoca una copertina. Peraltro il multistrumentista californiano era già venuto in Italia nei primi anni ’60 incidendo anche un disco con jazzisti italiani come Gianni Basso e Oscar Valdambrini.

La carriera di Buddy Collette come musicista ha prodotto non solo un’ampia discografia, ma formato e trasformato, come accennato, numerosi musicisti. Collette ha dedicato gran parte della sua carriera all’insegnamento e al tutoraggio di altri. Verso la metà della sua carriera, Collette diventò molto richiesto per insegnare a seminari e music clinics nelle università di tutto il paese, ottenendo un ruolo importante nella facoltà della California State University, nel Pomona campus nel 1992. Collette ha anche ricoperto importanti incarichi presso CSULA, CSULB, Dominguez Hills della California State University e Loyola Marymount University. A questo Link potete ascoltare in uno spezzone di intervista video lo stesso Buddy Collette parlare di se stesso.

La sua discografia da leader presenta diversi titoli interessanti senza contare le sue numerose e varie collaborazioni, con sue presenze persino con Horace Silver (Silver ‘n Wood, 1974 e Silver ‘n Brass, 1975), James Brown (Soul on Top, 1969) e Miles Davis (Dingo, 1991). Come sempre allego allo scritto qualche esempio musicale, tra cui anche una traccia con la presenza di Renato Sellani al pianoforte, Dino Piana e Franco Cerri, tra gli altri. Buon approfondimento di ascolto.

Un pensiero su “Buddy Collette, tra musica suonata e grande attività formativa

  1. Quando si pensa di “sapere” abbastanza ci si accorge di conoscere ben poco. La questione dei sindacati per bianchi e neri è degna di nota, e attualissima. Un grazie, sempre, per questi articoli che portano ad approfondire storie musicali e non solo.

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