Una chitarra dai toni tenui, tra be-bop e cool jazz

Jimmy Raney (nato a Louisville, Kentucky il 20 agosto 1927, morto il 9 maggio 1995), è stato un chitarrista dai toni tenui e raffinati, il cui contributo, documentato su disco in particolare nella prima metà degli anni ’50, ha saputo fare a livello chitarristico da ponte tra bebop e cool jazz. Ha iniziato ad emergere nel mondo del jazz lavorando nell’orchestra di Artie Shaw  e in quella di  Woody Herman per nove mesi nel 1948. Nei  primi anni ’50, Raney ha guadagnato una più ampia notorietà come elemento cardine dei gruppi capitanati dal vibrafonista Red Norvo e dal sassofonista Stan Getz, i quali concepivano entrambi una sorta di jazz da camera, dal sound e dalla sensibilità rilassata che si impastava perfettamente con le linee del chitarrista. In seguito ha cominciato ad incidere una serie di ottimi dischi a suo nome (il suo primo album,  Jimmy Raney Plays, è del 1953) facendo prendere completa forma al suo stile, da considerare un autorevole riferimento per le successive generazioni di chitarristi jazz. Nello stesso periodo non ha disdegnato di collaborare con gruppi guidati dal trombonista Bob Brookmeyer e dal vibrafonista Cal Tjader. Avrebbe poi continuato a registrare una trentina di dischi, tra cui molti album dal vivo e alcuni col suo figlio d’arte Doug, anch’egli chitarrista. Il suo periodo di relativa assenza di registrazioni da leader riguarda gli anni ’60, ossia gli anni in cui le profonde innovazioni del jazz modale e la forte espressività e connotazione politica del Free Jazz tendevano ad oscurare quei jazzisti come Raney caratterizzati da uno stile sobrio e rilassato, limitandolo a diverse collaborazioni discografiche per altri musicisti stilisticamente ed esteticamente a lui più affini. Tra le sue collaborazioni più frequenti, oltre a quelle già citate, lo ritroviamo nelle incisioni di Teddy Charles, Manny Albam, Al Haig e Dave Pike. Nel 1967 l’alcolismo e le difficoltà professionali lo portarono a lasciare New York City e a tornare alla sua nativa Louisville. Dalla metà degli anni ’70 in poi la sua discografia da leader riprese in grande stile con una serie di eccellenti incisioni prodotte per Xanadu, Steeplechase e soprattutto Criss Cross che lo rilanciarono all’attenzione degli appassionati.

Raney ha sofferto per trent’anni della malattia di Ménière, una condizione degenerativa che lo ha portato alla quasi sordità in entrambe le orecchie, sebbene ciò non gli abbia impedito di suonare. Morì di insufficienza cardiaca a Louisville il 10 maggio 1995. Il suo necrologio sul New York Times lo definì “uno dei chitarristi jazz del dopo guerra  più dotati e influenti del mondo”. Piazzo qui sotto alcuni esempi della sua arte chitarristica. Buon ascolto

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