Autori inglesi sfondano a Broadway: What Kind of Fool Am I?

What Kind of Fool Am I?  è una canzone popolare scritta da Leslie Bricusse Anthony Newley e pubblicata nel 1962. È stata introdotta da Anthony Newley nel musical Stop The World – I Want To Get Off alla fine del secondo atto alla chiusura dello spettacolo. Bricusse e Newley ricevettero l’Ivor Novello Award del 1961 per la migliore canzone e il Grammy Award del 1963 per la canzone dell’anno, diventando i primi britannici a farlo. La canzone è stata registrata mentre Newley era in tour con questa produzione negli Stati Uniti, dopo il successo ottenuto nel Regno Unito. Quando il cast raggiunse New York, Tony Bennett aveva già ri-registrato luna sua versione.

La canzone è stata un successo per Sammy Davis Jr. nell’anno della sua pubblicazione, raggiungendo il numero 17 nella classifica Billboard Hot 100 e al numero 6 nella classifica Billboard Easy Listening. Andy Williams ha incluso la canzone nel suo album del 1963, Days of Wine and Roses e Other TV Requests. Nel 1963 Shirley Bassey la pubblicò come singolo eraggiungendo il 47° posto nelle classifiche del Regno Unito. Le versioni vocali della canzone sono innumerevoli in ambito popolare (Frankie Lane, Perry Como, Regine Velasquez, un giovane Marvin Gaye versione crooner, tra gli altri), ma James Brown con il suo tono di voce graffiante ne ha registrata una versione originale per il suo album del 1970 Soul on Top, che merita l’ascolto. Le versioni di cantanti jazz sono relativamente più rare, tra queste segnalo quella di Carmen McRae. Nel 1964, il pianista jazz Vince Guaraldi ha realizzato una versione latin per il suo album The Latin Side Of Vince Guaraldi e una versione in stile bossa nova è presente nell’album Samba Para Dos con Lalo Schifrin e Bob Brookmeyer. Anche George Shearing ne ha registrata una versione nel 1965 con il suo tipico sound timbricamente caratterizzato dalla presenza di vibrafono e chitarra. Ce n’è anche una chitarristica di Howard Roberts. In Italia, il cantante Johnny Dorelli eseguì la canzone prima in inglese nel 1966, e poi, in italiano, con il titolo Che Uomo Inutile, cantato nel suo album del 1967 L’Immensità.

Bill Evans ha registrato la canzone in due magnifiche versioni, entrambe in solitudine, la prima nel 1963 e pubblicata su The Solo Sessions, vol. 1 solo nel 1989 dalla Milestone (una alternate take è stata pubblicata anche nel successivo vol. 2 pubbicato nel 1992), la seconda per la Fanatsy nel suo album Alone (Again) nel dicembre 1975. In rete ho rintracciato anche una ottima versione più recente incisa dal pianista Harold Mabern (recentemente scomparso) e dal trombettista Jim Rotondi in un filmato in sala di registrazione.

Propongo qui sotto un paio di versioni vocali, quelle di Bill Evans e di Harold Mabern. Buon approfondimento di ascolto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...