Lalo Schifrin e il Montuno

Tra gli appassionati del jazz (almeno quelli di vecchia data) il pianista e compositore argentino Boris Claudio Schifrin (Buenos Aires, 21 giugno 1932), detto Lalo,  è noto per essere stato a cavallo tra anni ’50 e ’60 il direttore musicale delle formazioni di Dizzy Gillespie, ma in realtà ha raggiunto la fama internazionale come compositore di colonne sonore di celebri film tra cui: Una 44 Magnum per l’ispettore CallaghanI tre dell’Operazione DragoBrubaker, e soprattutto Mission: Impossible e Tango di Carlos Saura. Schifrin ha vinto quattro Grammy Awards ed ha ricevuto sei nomination all’Oscar. Nel novembre 2018 ha ricevuto il premio Oscar onorario come tributo alla sua lunga carriera.

In ambito jazzistico Schifrin è stato assieme a Gillespie (maggiori dettagli in questo articolo andato sulle pagine di Musica Jazz- febbraio 2016) uno dei protagonisti della introduzione dei ritmi latini nel jazz, un ambito che non ha mai abbandonato del tutto, come dimostra la composizione ed esecuzione della sua splendida Latin Jazz Suite pubblicata nel 1999, una celebrazione magistrale dei suoni variopinti e dei sentimenti che le forme latine hanno saputo aggiungere al vocabolario del jazz.
Questa affascinante e coinvolgente suite a sei parti è stata  registrata dal vivo nel giugno 1999 a Colonia, in Germania con i componenti della WDR Big Band, che ne è stata la committenza.

Di questa opera ho rintracciato in rete la sezione introduttiva intitolata Montuno e dedicata a uno dei ritmi afro-cubani più utilizzati nel jazz. L’orchestra è arricchita da splendidi solisti come Jon Faddis all tromba  e David Sanchez al sax tenopre, oltre allo stesso Schifrin al pianoforte. L’opera si dipana in realtà su ben 65 minuti e si colloca per importanza nella discografia di Schifrin tra la celebre GillespianaJazz Mass e Marquis de SadeBuon ascolto

2 pensieri su “Lalo Schifrin e il Montuno

  1. Fa piacere riscoprire questo grande musicista quanto mai eclettico, capace di esprimersi in svariati contesti con grande padronanza della materia musicale.
    È un peccato che nel nostro disgraziato Paese sia conosciuto per una colonna sonora sia pure di pregevole fattura e dagli indubbi stilemi jazzistici.
    Un po’ come per Quincy Jones, qui conosciuto per alcuni suoi lavori, ma raramente approfondito nella sua vasta e complessa attività
    Ma non sarà che non sono abbastanza di “avanguardia”? E poi sono etichettati come arrangiatori, un’attività spesso considerata minore.

    Piace a 1 persona

Rispondi a Roberto Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...