Buona Pasqua con Ahmad Jamal

Con questi due filmati di Ahmad Jamal colto in due momenti diversi della sua lunga carriera (come si sa è ancora brillantemente attivo, visti anche i più recenti suoi dischi pubblicati), cogliamo l’occasione per fare gli auguri di Buona Pasqua ai lettori, prendendoci così anche qualche giorno di vacanza dal blog. Potrete comunque sfogliare i numerosi articoli qui contenuti in archivio e accumulati nel tempo, dopo aver ormai raggiunto e superato i 3 anni e mezzo di vita. Gli articoli sono recuperabili cliccando sulla destra del sito per categoria definita o per mese/anno di pubblicazione, oppure con una specifica ricerca argomentale.

Aggiungo solo che Jamal è un pianista la cui influenza e importanza è venuta fuori alla distanza, poichè si è consapevoli della cosa più oggi che un tempo, con l’eccezione ovviamente per Miles Davis, che già nel 1956 aveva intuito la sua grandezza, non a caso proponendo il suo Ahmad’s Blues in Workin’ with Miles Davis Quintet suonato in trio da Red Garland, ma come è ben comprensibile non tutti sono dotati del fiuto di Davis in fatto di scoperta e riconoscimento di talenti. Si fa quel che si può. Meglio tardi che mai…

a risentirci settimana prossima.

Riccardo Facchi

4 pensieri su “Buona Pasqua con Ahmad Jamal

  1. Sovente mi sento un poco in colpa, posso soltanto ringraziarvi e nulla offrire in cambio. Ma grazie davvero di cuore per la capillare e ostinata passione che viene prodigata su questo sito. Buona Pasqua di rigenerazione e liberazione a tutti!

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    1. Ma figurati…il jazz e la musica in Italia hanno bisogno oggi più di un tempo di una divulgazione a più voci. La rete mette a disposizione delle possbilità in tal senso che un tempo non c’erano. L’idea nostra è che più siamo e meglio è, nel senso che se riusciamo ad aumentare il pubblico degli appassionati, sollecitati magari anche in piccola parte dalla nostra passione, più il “sistema musica” ha possibilità di crescere sia quantitativamente ma anche qualitativamente. Esattamente l’opposto di una idea elitaria che non ci appartiene ma che purtroppo è da noi diffusa e coltivata per varie ragioni, non tutte “sane”. A volte si deve investire a perdere nell’immediato ma con benefici a medio e lungo termine per la collettività, una lezione che in questa Italia invecchiata, ferma, sempre più stupidamente individualista e miope si fa molta fatica a comprendere. Auguri a te e grazie per la tua partecipazione.

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  2. In ritardo ti faccio gli Auguri di Buona Pasqua.
    Ti seguo un po’ meno di prima, ma appena posso ti leggo volentieri.

    Grazie di farmi conoscere musicisti dimenticati, ignorati o anche solo marginali, ma non per questo insignificanti.
    E speriamo che i giovani apprezzino meglio quel senso di libertà e apertura verso l’altro che il jazz incarna più di altre musiche troppo seriose o all’opposto troppo superficiali e modaiole.

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