Una perla di Neal Hefti

Nel jazz la figura del compositore/arrangiatore per big band è sempre stata un po’ trascurata o comunque messa sempre in secondo piano rispetto al carisma dei band leader o al protagonismo degli improvvisatori. Il che, per quanto spiegabile (ma non giustificabile), sul piano della resa e del valore musicale pare del tutto immotivato, in quanto si tratta spesso di musicisti di rara completezza e talento e che hanno una visione di insieme della musica non così frequente da riscontrare nel mondo del jazz. Nomi come Sy Oliver, Eddie Sauter, Oliver Nelson, Quincy Jones, Bill Holman, Marty Paich, Johnny Mandel, Henri Mancini, Gary McFarland, giusto per citare i primi che mi vengono in mente, non hanno nulla da invidiare a molti dei nomi più battuti del jazz.

Neal Paul Hefti (29 ottobre 1922 – 11 ottobre 2008) è uno di questi, forse tra i più grandi del genere. Tra le sue giovanili collaborazioni nella veste di arrangiatore si deve segnalare quella per l’orchestra di Charlie Barnet, per il quale ha scritto l’arrangiamento  di Skyliner E’ stato inizialmente per lo più un trombettista, emerso in particolare nel First Herd di Woody Herman, dove ha però anche scritto gli arrangiamenti di Woodchopper’s Ball e Blowin ‘Up a Storm e composto temi come  The Good Earth e Wild Root, per poi specializzarsi in tale attività, diventando protagonista assoluto nell’orchestra di Count Basie, scrivendo in più di 30 anni decine e decine di brani, tra cui alcuni entrati nell’olimpo degli standard del jazz, come Lil DarlinCute e altri noti brani come ZankieLolly PopWhy NotTwo For The BluesTwo FranksSoftly, arrivando anche a scrivere  celebri colonne sonore per il cinema, come The Odd Couple (La strana coppia) e per serie televisive (Batman). Detto per inciso, il multistrumentista di origine australiana Adrian Cunningham ha recentemente dedicato a Neal Hefti un intero disco (davvero ottimo e di cui rimando a una mia recensione a questo link).

Le composizioni e gli arrangiamenti di Hefti per Basie hanno stabilito un sound orchestrale caratteristico e inconfondibile, che si può ammirare in dischi capolavoro e indispensabili per un serio jazzofilo come E = MC² = Count Basie Orchestra + Neal Hefti Arrangements,  più comunemente noto come Atomic Basie, un album con undici canzoni tutte composte e arrangiate da Hefti, tra cui, oltre al già citato Lil ‘Darlin, Splanky, The Kid di Red Bank e Flight of the Foo Birds entrati a far parte fissa del repertorio dell’orchestra. L’altro gioiello discografico citabile in tal senso è sicuramente Basie plays Hefti contenente l’altro standard, Cute.

Trasferitosi in California negli anni ’60 ha lì iniziato a lavorare per l’industria cinematografica di Hollywood scrivendo molti sottofondi e musiche per film, tra cui Sex and the Single Girl , How to Murder Your Wife (1965), Synanon , Boeing Boeing(1965), Lord Love a Duck (1966), Duel at Diablo (1966) ), Barefoot in the Park (1967), The Odd Couple (1968) e Harlow (1965), per il quale ha ricevuto due nomination ai Grammy per la canzone Girl TalkProprio questa meravigliosa canzone con i testi scritti da Bobby Troup (e quindi entrata a far parte del Song americano a tutti gli effetti) è l’oggetto musicale sul quale vorrei incentrare l’approfondimento di oggi. Si tratta di un tema divenuto anch’esso uno standard discretamente battuto nel jazz e che gode di bellissime versioni tra cui cito quelle di:

Julie London, (moglie di Bobby Troup)

Bobby Troup,

Johnny Hartman,

Tony Bennett,

Sérgio Mendes,

Harry James,

Richard “Groove” Holmes,

Oscar Peterson,

Kenny Burrell,

Gene Harris,

Dakota Stenton,

Betty Carter, (in Finally, Betty Carter (1969) e Betty Carter at the Village Vanguard (1970))

Ray Bryant,

Henri Mancini,

Bill Watrous,

Ella Fitzgerald, Joe Pass,

Holly Cole,

Billy May,

Barbara Lusch,

Eliane Elias,

Adrian Cunnungham.

Evidenzio qui la versione originale dell’orchestra, molto luminosa, condotta dallo stesso Hefti per la colonna sonora del film e una interessante versione pianistica di Shirley Horn, colta dal vivo in un concerto europeo del 1990. Brano che merita un approfondimento di ascolto.

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