Mo’ Better Blues e i film sul jazz

La cinematografia americana si è dedicata in diverse occasioni al jazz, a volte più come aspetto in subordine o di contorno nell’intreccio relativo alla trama (sintomatico il caso di “A Qualcuno piace caldo“), più di rado come tema centrale e specifico. Per lo più si è assistito a film biografici dedicati a grandi personaggi del jazz: Bix Beiderbecke, Benny Goodman, Charlie Parker, Chet Baker, Miles Davis, Ray Charles etc., altre volte legati a luoghi o situazioni, anche sociali, dove il jazz ha giocato un ruolo importante (New Orleans con La Città del Jazz, Cotton Club, la Chicago dei ruggenti anni Venti, Kansas City etc). In generale mi hanno lasciato perplesso (con l’eccezione di Ray dedicato a Ray Charles, che mi è parso musicalmente tra i più accurati e fedeli) o per una narrazione approssimativa, abbastanza fiabesca e tendente al mito, quasi sempre ricca di immancabili stereotipi, o poco precisa sulla parte musicale.

Mo’ Better Blues, un film del 1990, scritto e diretto da Spike Lee e che ho rivisto di recente, probabilmente non si sottrae a certe critiche appena elencate (immancabili gli stereotipi relativi al jazz come musica da locali fumosi), tuttavia ha avuto il merito di cercare di indagare alcune dinamiche relazionali intorno all’attività di una band jazzistica, in riferimento ad una precisa epoca jazzistica, quella degli Young Lions del jazz.

La colonna sonora del film, come molte dei film di Spike Lee, è stata in parte scritta da Terence Blanchard, ma la responsabilità iniziale fu data al padre del regista, Bill. Bill Lee è stato un compositore e contrabbassista jazz, noto, tra l’altro, per aver composto per Clifford Jordan il tema John Coltrane, ma non voleva usare effetti elettronici o altro imposto dalle nuove tecnologie e per questo fu allontanato varie volte dal set. I dissidi con il padre portarono Spike Lee a cercare un altro compositore, contattando, come detto, Terence Blanchard. Comunque, il contributo di Bill Lee non fu trascurabile visto che è l’autore del brano eponimo del film. La colonna sonora riuscì ad ottenere la nomination ai Grammy Awards del 1990. 

In origine il titolo del film doveva essere Beneath the Underdog, dal titolo dell’autobiografia di Charles Mingus, poi mutato in Variations on the Mo’ Better Blues, per arrivare alla forma abbreviata finale. La storia si riferisce alla band di un emergente trombettista (Bleek, interpretato da Denzel Washington) composta da altri quattro musicisti: Shadow Henderson al sassofono, Bottom Hammer al contrabbasso, Rhythm Jones alla batteria, e Left Hand Lacey al pianoforte, ma la musica delle esibizioni sul palco del locale (perlomeno le parti più jazzistiche) è in realtà eseguita da una band comprendente appunto Terence Blanchard, Branford Marsalis ai sax, il compianto Kenny Kirkland al pianoforte, Robert Hurst al contrabbasso e Jeff “Tain” Watts alla batteria, che fa anche da attore nel ruolo di Rhythm Jones. Anche Branford Marsalis, fu contattato per il ruolo di Shadow Henderson, ma rifiutò l’offerta, in quanto aveva poca esperienza nella recitazione.

Il resto della band di Bleek fu composto perciò da attori che avevano già lavorato con Lee: Bill Nunn e Giancarlo Esposito. Il regista assunse un insegnante di musica per gli attori della band. Anche Branford Marsalis diede molti consigli. Il compito si rivelò molto difficile soprattutto per Giancarlo Esposito, che comunque era l’unico a saper usare uno strumento musicale. «La musica che avremmo dovuto suonare superava di gran lunga le mie capacità. Fu una sfida incredibile e non sono sicuro di aver superato la prova come avrei voluto”. Spike Lee stesso interpretò il ruolo di Giant, il manager di Bleek, e scelse la sorella Joie per il ruolo di Indigo, una delle due amanti di Bleek. Per quanto riguarda Clarke (l’altra amante), Lee scelse l’esordiente Cynda Williams. Questa scelta non fu condivisa da Marsalis: «L’ho implorato di non far cantare Cynda Williams (che in effetti canta maluccio). Raymond Jones aveva creato un arrangiamento magnifico per Harlem Blues, e quella canzone avrebbe potuto riscuotere un successo ancora più grande se l’avesse interpretata una vera cantante, non lei»,ebbe a dichiarare il sassofonista.

Durante la festa per la fine della post-produzione, il 18 marzo 1990, morì Robin Harris, che nel film interpreta il comico che intrattiene il pubblico durante le pause dei numeri musicali. Harris aveva solo tre anni in più di Spike Lee. Il film e il libro sulla lavorazione della pellicola furono dedicati a lui, come si può osservare anche dai titoli di coda del film. La pellicola ebbe recensioni e critiche contrastanti negli Stati Uniti e accolto con molte riserve in Europa. Tra chi non apprezzò il film ci fu anche la vedova di John Coltrane, a causa del linguaggio utilizzato, considerato da lei troppo volgare. Anche per questo motivo fu negata la possibilità di usare A Love Supreme, come titolo del film (ma non come musica). La colonna sonora del film che si può trovare su CD è composta dai seguenti brani:

  1. Harlem Blues
  2. Say Hey
  3. Knocked Out Of The Box
  4. Again Never
  5. Mo’ Better Blues
  6. Pop Top 40
  7. Benehat the Underdog
  8. Jazz Thing
  9. Harlem Blues (Acapulco Version)
  10. A Love Supreme
  11. Goodbye Pork Pie
  12. Lonely Woman

Allego qui un paio di significative scene musicali del film.

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