Cantanti e arrangiatori di vaglia…

Tra le figure più sottostimate del jazz ci sono gli arrangiatori per big band e/o formazioni allargate. Eppure se si va a fare un elenco di nomi ci si potrebbe sorprendere nello scoprire musicisti di primo livello, dotati di una preparazione musicale a tutto tondo, che cioè va ben oltre il jazz e l’esclusivo ruolo di arrangiatore. Uno di questi è stato Marty Paich (23 gennaio 1925 – 12 agosto 1995) dotato anche come pianista, compositore, band leader, produttore discografico, direttore musicale e che tra i suoi insegnanti ha avuto persino Arnold Schoenberg. Paich venne alla ribalta  sulla scena West Coast Jazz degli anni ’50 come pianista e compositore. per poi gradualmente operare più come produttore, compositore e arrangiatore.

In una carriera durata mezzo secolo, ha lavorato per conto di Stan Kenton (Back to Balboa), Shorty Rogers (Cool and CrazyShorty Rogers Courts the Count), Art Pepper (nel bellissimo Art Pepper + Eleven – Modern Jazz Classics), Stan Getz, Ray Brown, Terry Gibbs, Shelly Manne (The West Coast Sound), Pete Jolly, Dave Pell, Maynard Ferguson (Maynard ’61), Buddy Rich e per cantanti come Ella Fitzgerald (Whisper Not, Ella Swings Lightly), Anita O’Day, Mel Tormé, Sarah Vaughan, Peggy Lee, Ray Charles (in Modern Sounds in Country and Western Music), Aretha Franklin, Frank Sinatra, Neil Diamond, Sammy Davis Jr., Michael Jackson, Linda Ronstadt e Barbra Streisand.

Ha anche al suo attivo alcune registrazioni più che interessanti da leader, come Jazz City Workshop (Bethlehem, 1955), Paich-ence (Fresh Sound/Jazz City, 1955) Jazz For Relaxtion (Tampa, 1956); The Marty Paich Quartet featuring Art Pepper (Tampa, 1956), The Picasso of Big Band Jazz (Candid, 1957), I Get a Boot Out of You (Warner Brothers, 1959) Modern Touch (Lonehill Jazz, 1959). Dagli anni ’60 è diventato più attivo nella musica commerciale e nella musica per la tv e il cinema.

Una delle sue cose migliori l’ha prodotta nell’ambito della sua associazione professionale e personale con Mel Tormé, che sarebbe durata decenni. Molti critici del jazz ritengono che il loro lavoro con il Marty Paich Dek-tette, del 1956, sia stato il punto più alto delle rispettive carriere. Non a caso venne riproposta quella collaborazione in altre occasioni, come in Mel Tormé and The Marty Paich Dek-tette in concert Tokyo, pubblicato dalla Concord Jazz nel 1989.

Analogo discorso andrebbe fatto per Mel Tormé, nel senso che non è stato un semplice cantante (peraltro dotato di uno stile immediatamente riconoscibile e un senso dello swing non comune) ma un musicista completo, emergendo anche come validissimo compositore di canzoni (basterebbe citare The Christmas Song su tutte).

Tormé ha maturato in carriera anche una bella collaborazione con il pianista George Shearing (altro musicista che meriterebbe una rivalutazione) con il vertice raggiunto in Top Drawer, un album del 1983, sempre pubblicato dalla Concord, che non a caso ha permesso al cantante di vincere (meritatamente) il Grammy Awards nella categoria Best Jazz Vocal Performance, al maschile di quell’anno.

Ne propongo qui giusto il notevole brano d’esordio del disco che merita senz’altro l’ascolto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...