Iiro Rantala & Ulf Wakenius: Good Stuff – Act (2017)

Iiro-Rantala-300x270Quando si parla di “jazz nordico” si dovrebbe in realtà specificare meglio, poiché solitamente si intende una musica derivata dal jazz ma parecchio distante da quelle componenti afro-americane che hanno storicamente caratterizzato il jazz e che peraltro ancora oggi lo caratterizzano. Come accade spesso, l’utilizzo di certe generiche etichette, dal carattere più “geografico” che stilistico, manifesta poi il difetto di non riuscire a rappresentare adeguatamente e nella sua completezza il panorama musicale e i relativi protagonisti a cui ci si vorrebbe riferire.

Nel caso infatti del duo di cui sto per parlarvi, composto dal pianista finlandese Iiro Rantala e dal chitarrista svedese Ulf Wakenius, ovvero due musicisti indubbiamente “nordici”, l’associazione automatica con quel tipo di etichetta risulta di fatto fuorviante, in quanto siamo in presenza di musicisti che, non solo non si affrancano dalle suddette peculiarità linguistiche afro-americane, ma dimostrano di continuare ad utilizzarle, credendoci pienamente. D’altronde la cosa non deve sorprendere più di tanto, in quanto la tradizione jazzistica finlandese elenca una serie di musicisti come, tanto per citare, il pianista Heikki Sarmanto o il sassofonista e flautista Juhani Aaltonen, o ancora la prestigiosa Umo Orchestra nella sua interezza, che da sempre “sguazzano” in certa afro-americanità e in certo “mainstream jazzistico” con grande proprietà linguistica, rivelandosi musicisti con relative proposte di consolidato riconoscimento internazionale. Senza contare che in particolare il chitarrista svedese ha già alle spalle alcuni decenni di attività con significative esperienze jazzistiche americane, come quella nella quale ha fatto da sorta di Herb Ellis moderno nelle formazioni dell’ultimo Oscar Peterson, manifestando peraltro evidenti influenze chitarristiche da far risalire anche a Pat Metheny e non solo.

Iiro Rantala e Ulf Wakenius sono perciò musicisti del genere indicato, che girano il mondo, spesso in tour come leader di relativi progetti e che non disdegnano di frequentare musicalmente lo swing, il blues, il song e le belle melodie, da qualsiasi parte esse provengano, senza ritenersi in alcun modo musicalmente poco attuali.

Questo duo che si presenta in questa incisione della ACT (casa discografica peraltro specializzata in questo genere di progetti musicali) è una sorta di punto d’arrivo di una esperienza in realtà già operativa dall’ottobre 2015, quando nell’ambito dei concerti previsti per Jazz at Berlin Philharmonic il direttore artistico della manifestazione li aveva proposti per i concerti intitolati Tears for Esbjörn per commemorare la improvvisa e prematura scomparsa del talentuoso pianista Esbjörn Svensson nel 2008.  Il risultato è un disco piacevole, senza particolari pretese, ma a tratti divertente, che presenta un repertorio composito (forse anche troppo) fatto di composizioni originali, per lo più intitolate a grandi capitali mondiali come Helsinki, Roma, Vienna, Berlino e Seoul probabilmente vissute nei loro tour concertistici, ma anche di grandi melodie legate a celeberrime arie della lirica come il Nessun Dorma di Puccini o la Carmen di Bizet, suonate in modo sufficientemente originale e allo stesso tempo sobrio e rispettoso. Non mancano poi riferimenti a grandi figure della musica popolare afro-americana qui rappresentate da Sir Duke di Stevie Wonder e Love The Stuff/Ain‘t No Mountain High Enough (un richiamo, anche nel titolo del disco, alla band jazz-funk anni ’70-’80 comprendente Richard Tee, Cornell Dupree e Steve Gadd), oltre al coltraniano Giant Steps e a un “bluesizzato” What A Wonderful World di armstronghiana memoria, che si rivela per essere di gran lunga l’esecuzione più brillante e originale del disco.

Non è certo un disco che rimarrà nella storia discografica del jazz, ma segnala comunque quanto sia ancora viva e attuale l’influenza della musica afro-americana e, soprattutto, l’utilizzo di belle melodie nella pratica dell’improvvisazione.

Riccardo Facchi

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