Riccardo Fassi Tankio Band meets Fabio Morgera – Alfa Music 2016

albumsPubblichiamo oggi la recensione di uno dei lavori italiani più rappresentativi, almeno per il sottoscritto, fra quelli pubblicati a cavallo tra 2016 e 2017.
La Tankio Band è, con ogni probabilità, la formazione italiana più longeva, essendo stata creata dal pianista Riccardo Fassi nel 1983 e da allora in costante e continua attività. Trentacinque anni di intensa produzione, fatta di molti concerti, di sette realizzazioni discografiche e di collaborazioni con musicisti importanti, che hanno portato questa realtà ad essere un riferimento all’interno del panorama jazzistico italiano.
Il disco in oggetto nasce proprio da una delle suddette collaborazioni che, come anticipa il titolo, vede ospite il trombettista Fabio Morgera. Tornato da tempo in Italia dopo una lunga permanenza negli Stati Uniti (perlopiù a New York) che lo ha reso musicista di respiro internazionale, il trombettista non è solo ospite, ma coprotagonista a tutti gli effetti dell’opera, in quanto autore di tutti i brani, degli arrangiamenti, rivestendo naturalmente il ruolo di principale solista del gruppo di cui è componente. Ciò che favorevolmente ha impressionato l’ascolto sin dalle prime battute è l’equilibrio fra i temi, dei quali nessuno banale, gli arrangiamenti e le parti solistiche. Questo fa si che la musica scorra sempre fluida, anche nei momenti esecutivi più complessi, che non sono pochi, mantenendo una compattezza di insieme ed una tensione sempre costantemente ad alto livello, sia sotto il profilo armonico-melodico, sia sotto quello ritmico. Merito anche delle doti dei musicisti coinvolti e di una sezione ritmica che lavora incessantemente per unire le parti in ogni momento. Si rilevano echi di influenze orchestrali collegabili, di volta in volta, ad atmosfere kentoniane piuttosto che gilevansiane, ma tutto collocato e interpretato in modo coerente e non fine e se stesso. L’esperienza che Morgera ha maturato negli Stati Uniti in ambito orchestrale (tra cui ricordiamo l’eccellente Captain Black Big Band di Orrin Evans) ha indubbiamente lasciato positivamente il segno.
Difficile scegliere fra i brani e segnalarne alcuni sopra gli altri, poiché, come accennato, la tensione esecutiva e creativa non manifesta delle stasi, anche nei momenti di musica più riflessiva, ma un’eccezione si potrebbe fare per Undermining the Pyramid, traccia che pare contenere un po’ tutti i pregi del disco in oggetto.

Infine, per completezza di informazione, segnalo di seguito tutti i musicisti che hanno partecipato al progetto discografico:

Fabio Morgera Tromba, composizioni,arrangiamenti
Riccardo Fassi Rhodes piano, tastiere
Giancarlo Ciminelli , Claudio Corvini trombe
Roberto Pecorelli tuba
Massimo Pirone trombone
Sandro Satta, Michel Audisso, Torquato Sdrucia sassofoni
Pierpaolo Bisogno vibrafono
Steve Cantarano contrabbasso, basso elettrico
Pietro Iodice batteria

Francesco Barresi

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