La carriera di Hadley Caliman

La sagra dei jazzisti di valore misconosciuti (ma solo in questo ormai ridicolo paese che produce incultura musicale e scialacqua denaro pubblico con quella specie di festival di vecchie cariatidi che è Sanremo e che dopo vent’anni si becca di nuovo “il contratto con gli italiani”, ovvero la solita presa per i fondelli in salsa di miserrima politica nemmeno degna di Dudu) continua ostinatamente su questi schermi.

Oggi si parla di Hadley Caliman (12 gennaio 1932 a Idabel Oklahoma – 8 settembre 2010) che è stato un eccellente tenorsassofonista e flautista.

La sua lunga carriera nel jazz è iniziata alla Jefferson High School di Los Angeles, dove ha avuto insegnati come Art Farmer, seguita da concerti in Central Avenue negli anni ’50 in cui era conosciuto come “Little Dex” (riferendosi a Dexter Gordon, con cui studiava). Caliman ha suonato e registrato in carriera con musicisti del livello di Freddie Hubbard, Gerald Wilson, Dexter Gordon, Elvin Jones, Mongo Santamaria, Willie Bobo, Joe Pass, The Grateful Dead, Joe Henderson, Don Ellis, Earl Hines, Jon Hendricks , Earl Anderza, Carlos Santana, Nancy Wilson, Hampton Hawes, Bobby Hutcherson, tra gli altri.

L’influenza pervasiva di John Coltrane è abbastanza evidente nel modo di suonare di Hadley Caliman, ma è mitigata dalla precedente esperienza West Coast, manifestando un suono più rotondo e perciò meno aspro e spigoloso, una caratteristica di diversi  tenori emersi sulla costa occidentale, come Dexter Gordon, Harold Land, Joe Henderson, Ernie Watts e, appunto, Hadley Caliman. Il suo timbro sassofonistico ricorda un po’ quello di Joe Henderson, in effetti, di cui però è di cinque anni più vecchio. Alla fine degli anni ’60, fu per un breve periodo membro di un gruppo “fusion” guidato da Ray Draper, registrando poi il suo primo album da solista nel 1971 inciso per la Mainstream (di cui propongo un paio di brani qui sotto).

Caliman ha agito per oltre 20 anni anche come docente al Cornish College of the Arts di Seattle e la sua influenza può essere ascoltata in dozzine di giovani sassofonisti che hanno studiato con lui. Negli ultimi anni di vita si è  nuovamente concentrato sulla sua carriera come interprete, dirigendo regolarmente un suo quartetto / quintetto e contribuendo in veste di solista nella Seattle Repertory Jazz Orchestra. Uno dei suoi ultimi lavori discografici è stato Gratitude.

Buon ascolto.

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