Black and Tan Fantasy, il film

La rete mette a disposizione materiale filmato legato alla musica e in particolare al jazz davvero speciale, cui era difficile poter accedere sino a poco tempo fa, cioè sostanzialmente dall’avvento di internet e degli applicativi video accessibili a chiunque voglia mettere in comune del materiale di propria disponibilità, proveniente da qualsiasi parte del mondo.

Nel caso del jazz, la cosa è a mio avviso molto utile per comprendere una cultura musicale assai peculiare come quella americana che, comunque la si veda, ha segnato fortemente le arti dell’ultimo secolo, e che ho l’impressione sia conosciuta in modo ancora troppo superficiale e approssimativo, se non persino distorto, tra gli appassionati del jazz nostrani, anche di lunga data. In particolare, certi intrecci tra musica, cinema, spettacolo e intrattenimento sono sempre sfuggiti (più o meno consapevolmente e volutamente) a certe analisi critiche e musicologiche che (purtroppo, dico io) vanno per la maggiore nel nostro paese e che mi pare hanno portato a una visione abbastanza distorta del mondo del jazz, dei suoi protagonisti e dei relativi valori musicali in gioco.

Il filmato che sto per proporvi in questo giorno di festa è in questo senso assai significativo, oltre che interessante. Si tratta di una quindicina di minuti di filmato del 1929 che riproduce una rappresentazione cinematografica della Black and Tan Fantasy di Duke Ellington (incisa per la prima volta nel 1927 in diverse versioni per varie etichette), assieme ad altre composizioni del periodo ellingtoniano legato al lungo ingaggio al Cotton Club.

La composizione, come parecchie altre del periodo, in realtà è dovuta anche alla decisiva collaborazione di Bubber Miley, trombettista oggi pressoché dimenticato, di scuola oliveriana legata alla tecnica growl e plunger, che ha contribuito fortemente al sound e al successo dell’orchestra ellingtoniana del periodo.

Secondo Gunther Schuller, in particolare: “l’influenza di Miley andò ben più a fondo. Miley era non solo il più significativo solista della band, ma di fatto l’autore, da solo o con Ellington, di gran parte del repertorio della band tra il 1927 e il 1929. Benché il contributo di Miley non sia mai stato valutato appieno, sembra indubbio che le composizioni che portano il nome di Bubber accanto a quello di Ellington, fossero anzitutto creazioni di Miley. Fra queste i tre lavori più importanti del periodo, incisi tra la fine del 1926 e l’inizio del 1927: East St. Louis Toodle-oo, Black and Tan Fantasy e Creole Love Call“,

Riguardo a Black and Tan Fantasy, sempre Schuller analizzava nel suo “Early Jazz”: “Il pezzo consiste nel tema di trentadue battute di Miley basato sulla classica progressione dle blues, tre chorus sullo stesso (due di Miley e uno di Nanton), un passaggio d’assieme arrangiato, un assolo di trentadue battute di Ellington, e infine una ricapitolazione col famoso finale sulla Marcia Funebre di Chopin. Di questi segmenti, solo due si possono attribuire a Ellington, e sono non soltanto deboli ma alquanto fuori carattere col resto del disco.”

Il filmato che vi propongo è stato scritto e diretto da Dudley Murphy e prevede la presenza di Freddy Jenkins, Arthur Whetsol, Cootie Williams, Joe “Tricky Sam” Nanton, Juan Tizol, Barney Bigard, Johnny Hodges, Harry Carney, Fred Guy, Wellman Braud Sonny Greer, e l’ Hall Johnson Choir.

buon fine settimana.

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