Per non dimenticar…

Ci ha lasciato meno di due anni fa, ai primi di gennaio del 2016, ma ogni volta che si ascolta Paul Bley, specie in piano solo, ci si rende conto di quanto grande e geniale sia stato questo pianista. Per quel che mi riguarda, considero il suo approccio alla musica improvvisata uno dei più avanzati in assoluto (anche rispetto al pianismo jazz odierno), perché capace come pochi altri di essere innovativo senza mai perdere di vista il contatto con la tradizione dalla quale proviene. Lo considero un musicista e un pianista persino più importante di Cecil Taylor, sempre a proposito di innovatori, per la ragione che ha saputo immettere e mantenere una (nuova) concezione melodica nel suo pianismo in un periodo ricco di iconoclastie verso il passato del jazz, senza per questo snaturare la sua componente più arditamente avanzata e conforme ai concetti di libera improvvisazione tipici di quegli anni ’60, ai quali peraltro aveva egli stesso partecipato. Bley è uno di quei jazzisti emersi in quel periodo che sono riusciti a rinnovare i codici di improvvisazione pianistica. La sua idea di melodia in libera improvvisazione teneva conto ovviamente della ardita lezione di Ornette Coleman, ma anche della concezione di derivazione monkiana, fatta di intervalli dissonanti e di rapporti di spazio tra note e pause, agendo cioè più per sottrazione di elementi che per aggiunta, riuscendo in questo modo anche a dare una rilettura avanzatissima del song americano, del blues e del repertorio solitamente associato al be-bop (si ascoltino a tal proposito i numerosi dischi pubblicati da Steeplechase). Senza contare della sua grande capacità di interpretazione del modernissimo repertorio di composizioni della ex-moglie Carla Bley e di quello di Ornette Coleman. Molto del pianismo contemporaneo deve più di qualcosa a Paul Bley, è bene non scordarlo.

Un artista autentico, un genio visionario del jazz, di cui vi propongo per il fine settimana un paio di interessanti filmati rintracciati in rete.

Buon ascolto e buon fine settimana.

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