Un vero contributo italiano al jazz: Joe Venuti & Eddie Lang

In tanto straparlare recente di “italianità” del jazz e di Nick La Rocca, figura inspiegabilmente esaltata, ma del tutto trascurabile sul piano musicale e jazzistico, il cui unico merito fu quello di poter incidere il primo disco jazz con la O.D.J.B., sono stati in realtà ben altri i contributi italiani al jazz di un certo rilievo da dover sottolineare. Tra questi andrebbero piuttosto citati Joe Venuti e Eddie Lang.

 Joe Venuti, vero nome Giuseppe Venuti (Lecco, 4 agosto 1898 – Seattle, 14 agosto 1978), è stato il pioniere del violino improvvisato nel jazz. Dopo aver ricevuto dal nonno i primi insegnamenti di violino, raggiunse la famiglia negli Stati Uniti all’età di 6 anni. Considerato uno degli strumentisti più innovativi a livello stilistico per l’uso del violino nel jazz, per gran parte della sua carriera suonò con il grande chitarrista Eddie Lang, pseudonimo di Salvatore Massaro (Filadelfia, 25 ottobre 1902 – New York, 26 marzo 1933) suo vicino di casa, compagno di scuola e amico. È considerato da molti il migliore tra i suoi contemporanei e uno dei migliori specialisti di chitarra ritmica di tutti i tempi. Il suo soprannome deriva da un giocatore di baseball di cui il padre era tifoso.

In quegli anni fece parte anche delle orchestre di Adrian Rollini, Roger Wolfe Kahn e Jean Goldkette e fece molto lavoro di studio come sideman sia in radio, sia per la nascente industria del disco, incidendo in una gran varietà di generi musicali. Nel 1929, assieme a Venuti, si unì all’orchestra di Paul Whiteman, con la quale comparve nel film The King of Jazz. Lang seguì Bing Crosby, come accompagnatore, quando quest’ultimo lasciò Whiteman, e in questa veste partecipò al film Big Broadcast (1932).

Eddie Lang, probabilmente affetto da emofilia (una malattia ereditaria con disturbi anche gravi della coagulazione del sangue), morì a causa di una improvvisa emorragia a seguito di un’operazione di tonsillectomia cui si era sottoposto per curare le sue continue laringiti.

Il contributo di Eddie Lang alla formazione stilistica della chitarra jazz fu pionieristico. Con l’orchestra di Venuti, Lang registrò una ventina di brani, tra cui titoli notevoli come Goin’ PlacesThe Wild Dog e Cheese and Crackers, che contribuirono a definire il jazz per piccola formazione di quegli anni. Leonard Feather affermò: “Lang seppe acquisire uno stile unico, una finezza tonale e una delicatezza quasi da musica da camera fino allora sconosciuti nel jazz“.

In campo jazzistico, Lang, che era il chitarrista più ricercato dell’epoca, registrò – oltre che con le orchestre già citate – anche con Bix Beiderbecke (è lui il chitarrista in Singin’ the Blues), Tommy&Jimmy DorseyLouis ArmstrongKing Oliver, Lonnie Johnson, Benny GoodmanBessie SmithJack Teagarden, ed altri ancora.

Di seguito ho piazzato qualche video rappresentativo della carriera dei due, con un bel filmato finale di una esibizione del solo Joe Venuti, ormai anziano, che tuttavia suona con il vigore e lo swing di un tempo. Buon ascolto.

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