Un misconosciuto di Chicago: Harold Ousley

Quando si parla di Chicago al jazzofilo medio italico vengono alla mente i musicisti dell’A.A.C.M., ma il panorama musicale di quella città è sempre stato assai più vario ed esteso e non quindi solo legato alla cosiddetta “avanguardia di Chicago”. Sta di fatto che molti musicisti di un certo livello, ma che non hanno fatto parte di quell’area musicale, sono rimasti per lo più ai margini delle conoscenze degli appassionati. Tra i molti che si potrebbero citare vi è stato Il sassofonista (tenore e contralto) e flautista Harold Lomax Ousley, (January 23, 1929 – August 13, 2015). Dotato di un bel suono e di uno stile che si è ispirato inizialmente a maestri come Coleman Hawkins, Lester Young, Gene Ammons (al tenore) e Johnny Hodges e Earl Bostic (al contralto), Ousley si è sempre proposto, scorrendo i decenni dagli anni ’50 ai ’70 e oltre, in un terreno di un jazz molto radicato nella tradizione del blues e del gospel, con una forte connotazione pop nella sua musica e conseguenti ricercate doti di “ballabilità” e “ascoltabilità” della stessa. Il sassofonista si è mosso perciò nel corso dei vari decenni di attività dall’ hard-bop (anni ’50) al soul-jazz (anni ’60) e al jazz-funk (anni ’70), sino al r&b e al pop, prestandosi anche al servizio di grandi cantanti: da Billie Holiday, Dinah Washington, Dakota Staton, Joe Williams e Jimmy Witherspoon  sino ad arrivare a Ruth Brown, Big Maybelle, Percy Mayfield e George Benson. Ousley si è rivelato in carriera anche un eccellente compositore di canzoni popolari (basti ricordare il motivo di The Prodigal Son, inciso anche dal collega Stanley Turrentine). Nei primi anni ’50 ha suonato con diversi grandi nomi del jazz come Gene Ammons, Miles Davis, Howard McGhee, Joe Newman, Bud Powell e Clark Terry. Negli anni ’70, Ousley ha fatto anche parte delle big band di Count Basie, Duke Ellington e Lionel Hampton.

Ousley si è distinto anche come organizzatore di concerti, promuovendo il talento di diversi colleghi (es, Jimmy Heath, Joe Carroll, Cecil Payne) oltre che nel ruolo di educatore, presentando dei jazz workshop per le scuole. E ‘apparso anche nel film Pupe calde e mafia nera (Cotton Comes to Harlem– 1970), considerato il prototipo del genere Blaxploitation, e condotto il suo show televisivo nei primi anni ’90: Harold Ousley Presents.  Ha pubblicato il suo primo disco da leader Tenor sax per la Bethlehem solo nel 1961 e dopo il 1977 non ha rilasciato un altro album sotto il suo nome fino a Grit-Grittin ‘Feelin’ (2000) per la Delmark.

Propongo perciò tre diversi brani che sono rappresentativi dei diversi momenti della sua carriera testé descritti.

Buon ascolto.

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