Joe Sullivan e lo stride “bianco”

Come noto lo “Stride Piano” (noto anche come Harlem Stride Piano) è considerato nel jazz lo stile pianistico base, nato negli anni ’20 sulla East Coast americana, emerso in particolare ad Harlem, New York e sul quale si sono formati tutti i grandi pianisti neri di quel periodo: James P. Johnson, Fats WallerWillie “The Lion” SmithDuke Ellington, ma la cui influenza è registrabile in moltissimi pianisti delle generazioni successive (basti citare Art Tatum, Oscar Peterson, Dave Brubeck, Jaki Byard e persino Thelonious Monk) ed è uno stile percepibile ancora oggi in diversi pianisti contemporanei, nonostante gli sviluppi e le innovazioni che hanno saputo portare allo strumento interpreti come Bud Powell, Bill Evans, Mc Coy Tyner o Herbie Hancock, tanto per citarne solo alcuni. Vi è anche una motivazione di tecnica strumentale, in quanto lo Stride si presta molto a migliorare o mantenere una tecnica digitale adeguata a livello anche solo di puro esercizio, oltre a richiedere una eccellente capacità ritmica da parte del singolo strumentista che vi si applica.

Pur essendo perciò uno stile portato avanti da grandi pianisti africano-americani è esistita anche una scuola “bianca” di pianisti stride, o comunque derivati dallo stride. Tra questi indicherei oltre a nomi come, Jess StacyRalph Sutton e l’eclettico Dick Hyman (di cui abbiamo già parlato su questo blog). anche Joe Sullivan (Chicago, 4 novembre 1906 – San Francisco, 13 ottobre 1971).

Sullivan è stato un pianista attivo principalmente a Chicago negli anni ’20/30, dotato di una tecnica micidiale soprattutto per quanto riguardava la mano sinistra. E’ passato quasi inosservato in quell’epoca ricca di grandi pianisti afro-americani, per poi essere riscoperto nei decenni successivi da diversi pianisti che hanno cominciato ad inserire nel loro repertorio alcuni suoi brani.

Nono figlio di genitori immigrati irlandesi, si dedicò allo studio del pianoforte classico sin dall’età di 12 anni. Dopo essersi diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Chicago, Sullivan iniziò la sua carriera professionale alla fine del 1927, unendosi alla band dei “Chicagoans” di Red McKenzie e Eddie Condon. Il complesso includeva musicisti del livello di Jimmy McPartland, Frank Teschemacher, Bud Freeman e Gene Krupa. Nel 1933, entrò a far parte della band di Bing Crosby come suo accompagnatore. Dopo essersi ammalato per due anni di tubercolosi, riprese l’attività brevemente nel 1938 e nel 1939 prima con l’orchestra di Bing Crosby e poi con quella di Bob Crosby. Purtroppo, le difficoltà coniugali e il bere eccessivo fecero diventare Sullivan sempre più inaffidabile e incapace di continuare a lavorare nel mondo della musica, sia come membro di un gruppo che come solista.

Dal 1949, dopo ben tre matrimoni falliti e a causa di seri problemi di alcol e depressione, Sullivan diventò sempre più irritabile, esibendosi solo sporadicamente  fino alla sua morte, avvenuta il 13 Ottobre 1971.

In rete ho potuto rintracciare questo interessante video concerto/intervista del 1963, inserito nella splendida serie “Jazz Casual” condotta dal noto brillante critico Ralph J. Gleason. Un video che sto per proporvi all’attenzione, tutto da gustare, per il fine settimana.

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2 pensieri su “Joe Sullivan e lo stride “bianco”

  1. Grazie per la tua introduzione e per il link al video. In rete c’è un sacco di roba, ma senza un introduzione precisa come la tua non avrei mai visto questo filmato. E’ stato un vero piacere, grazie mille!

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