Warren Wolf alle prese con Corea

Warren Wolf (del 1979) è uno splendido vibrafonista di Baltimora (ma ha suonato anche piano e batteria) emerso nell’ultimo decennio come uno dei più interessanti improvvisatori afro-americani presenti sulla scena del jazz.

Wolf ha alle spalle seri studi di musica classica. Dopo la laurea alla Baltimore School for the Arts nel giugno del 1997, si iscrive al Berklee College of Music di Boston, studiando  con il vibrafonista Dave Samuels per sette degli otto semestri di corso. Durante il suo tempo al Berklee, Wolf ha iniziato ad esplorare più in profondità il linguaggio del jazz assieme a musicisti come Jeremy Pelt, John Lamkin, Darren Barrett, Wayne Escoffery, Richard Johnson, Kendrick Scott, Walter Smith, Jason Palmer, Rashawn Ross e molti altri.  In seguito alla laurea al Berklee ottenuta nel maggio del 2001, Wolf si è proposto come musicista attivo sulla scena locale di Boston, diventando a sua volta insegnante di vibrafono e batteria. Dopo due anni di insegnamento presso il Berklee College of Music, è tornato a Baltimora per diventare un musicista a tempo pieno.

Wolf ha già prodotto diverse registrazioni da leader e, in particolare, le ultime per l’etichetta Mack Avanue, nell’ordine Warren Wolf (2011), Wolfgang (2013) e il recentissimo Convergence (2016), mostrano un leader e un solista di primissimo livello, ma è anche diventato membro del SF Jazz Collective (in sostituzione di Stefon Harris), una brillante formazione che abbiamo potuto apprezzare nell’ultima (in tutti i sensi) stagione di concerti ad Aperitivo in Concerto a Milano e che costituisce una sorta di Jazz Messengers del XXI secolo.

La sua predilezione per la tecnica a due tamponi indica certamente una preponderanza di influenza sulla linea storica Lionel Hampton-Milt JacksonBobby Hutcherson, tuttavia lo stesso Wolf ha avuto modo di precisare la sua grande ammirazione per lo stile a quattro tamponi di Gary Burton, che non l’ha lasciato certo indifferente (da notare che Burton è stato uno degli insegnati a Berklee).

Ne dà prova brillante in questo video che ho rintracciato in rete dove suona Señor Mouse di Chick Corea, brano spesso suonato dal pianista in coppia proprio con Gary Burton. Wolf mostra di suonarlo benissimo e da par suo con la tecnica a due tamponi.

Musicista (assieme a parecchi altri) che meriterebbe di essere ascoltato più spesso nel purtroppo asfittico, vergognosamente chiuso e noiosamente ripetitivo panorama concertistico italiano dedicato al jazz, diventato più che un linguaggio musicale una etichetta ormai privata del suo profondo significato, bistrattata e utilizzata a proprio piacimento da chicchessia.

Buon ascolto

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