Mister vibrafono in azione

Quando si parla di improvvisazione solitamente si pensa ai maggiori protagonisti degli strumenti a fiato (trombe o sassofoni) oppure ai grandi pianisti di cui è ricco il panorama storico del jazz di tutte le epoche. Molto meno vengono considerati in prima istanza musicisti che si sono dedicati a strumenti particolari come il vibrafono, che, in realtà, hanno prodotto dei veri e propri giganti dell’improvvisazione. Da Lionel Hampton in poi, numerosi sono stati gli improvvisatori a distinguersi su quello strumento, sino ad arrivare ad autentici virtuosi quasi inarrivabili.

Uno di questi, forse il più noto nel jazz, o perlomeno quello che può essere considerato il capostipite dei vibrafonisti del jazz moderno, è stato Milton “Milt” Jackson. Noto anche come “Bags”, (1 gennaio 1923 – 9 Ottobre, 1999) è considerato storicamente nella ristretta cerchia dei grandi bopper che nel dopoguerra hanno contribuito alla formazione di un linguaggio jazzistico moderno, anche se in realtà, col tempo, la sua spiccata vena melodica all’improvvisazione gli ha permesso di distinguersi anche nei diversi contesti jazzistici formatisi successivamente al “puro” be-bop e di attribuire ad uno strumento a percussione come il vibrafono un più sofisticato pensiero armonico, associato sempre a grande senso dello swing e a un peculiare tratto espressivo, rendendo le sue improvvisazioni particolarmente adatte ad affrontare le ballate. In tal senso, Jackson ha giocato un ruolo decisivo anche all’interno del celeberrimo Modern Jazz Quartet di John Lewis (la cui eccezionale produzione, specie sul piano compositivo, oggi è inspiegabilmente trascurata se non quasi dimenticata), formazione in cui ha lungamente militato in carriera, caratterizzandone inconfondibilmente il sound.

Non vi è dubbio che la sua specialità sia stata l’interpretazione delle ballad ma è stato anche un maestro dell’improvvisazione sul blues e non a caso la gran parte delle sue realizzazioni discografiche da leader hanno fatto affidamento a quel genere di repertorio, ma ha saputo sfruttare le sue doti di immaginifico improvvisatore anche in contesti “Soul” (si pensi ad esempio alle sue registrazioni con Ray Charles) e in compagnia di musicisti più avanzati come John Coltrane.

Tra l’immenso materiale da lui registrato, sia da leader che da sideman o in collettivi di vario genere, scelgo oggi un paio di brani registrati in compagnia di quel grande pianista e compositore che è stato Horace Silver, tratti da dischi ai quali sono particolarmente affezionato, in quanto sono stati tra i primi dischi acquistati da neofita del jazz. Come dire, il primo amore non si scorda mai…

Buon ascolto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...