Ricordando con Avishai Cohen

Il contrabbassista Avishai Cohen (da non confondersi nemmeno per parentela con l’omonimo trombettista), è nato a Kabri, Israele il 20 Aprile 1970 ed è uno dei jazzisti israeliani da tempo attivi più conosciuti a livello internazionale. E’ cresciuto in una famiglia multiculturale le cui radici sono rintracciabili in Spagna, Grecia e Polonia. In casa la musica era sempre nell’aria, con l’ascolto di musica classica e tradizionale ebraica. Cohen ha cominciato con la musica all’età di nove anni, iniziando a suonare il pianoforte. Dopo essersi trasferito a St. Louis, Missouri con la sua famiglia a quattordici anni, ha continuato a studiare il pianoforte iniziando anche a suonare il contrabbasso. La passione in particolare per lo strumento elettrico si è diffusa su di lui quando il suo insegnante gli ha fatto conoscere la musica di Jaco Pastorius. Tornato temporaneamente in Israele, all’età di 22 anni e dopo aver servito per due anni in una banda militare, nel gennaio 1992 Cohen decide di fare un grande passo, trasferendosi a New York City. Lo spostamento verso la ‘Grande Mela’ è stata una decisione difficile sul piano emotivo e professionale. I primi tempi, come per altri giovani israeliani trasferitesi a New York, sono stati duri e difficili, obbligandolo a esecuzioni per le strade e a lavori nel settore delle costruzioni per tirare avanti. Ha studiato presso la New School di New York City con artisti del calibro di Brad Mehldau e ha avuto modo di effettuare le sue prime registrazioni per il trio del pianista panamense Danilo Perez, documentando il ruolo fondamentale che la musica latina ha giocato in quei suoi primi anni a New York. 

Nel 1997 una chiamata da Chick Corea gli cambia del tutto la carriera, dopo aver passato a uno degli amici del grande pianista un demo senza particolari speranze di essere notato. Diversamente dalle scarse aspettative, Corea dimostrò invece di apprezzare molto, a tal punto da chiamarlo un paio di settimane più tardi, ingaggiandolo come membro del suo nuovo trio e nel ruolo di co-fondatore del gruppo, “Origin”. Non a caso, il disco Past,Present & Futures rilanciò all’inizio del nuovo millennio Chick Corea come uno dei protagonisti assoluti del piano jazz trio, in un periodo tra l’altro dominato dallo Standard Trio di Keith Jarrett, producendo una delle migliori opere relativamente più recenti in tale ambito formale. Per oltre sei anni Avishai è diventato parte integrante della musica di Corea e ha ricevuto l’opportunità di affinare le sue abilità come bassista e compositore e plasmare la sua musicalità.

Da lì, Cohen ha preso l’abbrivio per cominciare a produrre suoi lavori da leader con la pubblicazione di ben quattro album: Adama (1998), Devotion (1999), Colours (2000) e Unity (2001) sono stati rilasciati per l’etichetta di Corea Stretch / Concord Records, già delinenando le peculiarità  della sua musica con la presenza di forti influenze mediterranee e latine. La fama del contrabbassista è andata poi progressivamente aumentando, avendo modo di partecipare a numerose manifestazioni concertistiche internazionali e arrivando a registrare dal 2003 ad oggi circa una dozzina di altri progetti discografici.

Per l’ascolto odierno propongo forse il suo brano più noto e spesso suonato come bis ai concerti, tratto da At Home (2004). Si tratta di Remembering, una ballata evocativa eseguita con il suo trio in compagnia di Sam Barsh al piano e Mark Guiliana alla batteria.

Buon ascolto

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