Bill Evans e il tema della solitudine

Bill Evans è stato, e forse ancora è oggi, uno dei pianisti più amati del jazz, a maggior ragione per gli appassionati europei, credo anche per una certa affinità col gusto musicale europeo e certi peculiari intenti espressivi. Tuttavia, ci sarebbe da discutere su questo punto a lungo, perché fondamentalmente continuo a sentirlo molto come un “prodotto” tipicamente americano, specie circa il lavoro fatto sul song americano e relativo studio armonico. L’enfasi posta spesso sul suo “essere europeo”, o per meglio dire, sulla sua componente europea (influenza comunque innegabile) mi è sempre parsa abbastanza discutibile. E’ certo che il suo pianismo ha indirettamente generato in Europa una sorta di “evansismo” pianistico, ossia una pletora di pianisti che lo hanno preso pesantemente come riferimento, specie dagli anni ’80. Tuttavia, sono quasi sempre riuscito a cogliere le differenze tra lui e i suoi “discepoli” europei, trovando sempre molto meno interessante la proposta di questi ultimi rispetto a quella del “maestro”.

Uno dei brani più struggenti e profondi di Bill Evans mi è sempre parso The Two Lonely People, peraltro brano non frequentatissimo e che riflette un tema caro al pianista di Plainfield, ossia quello della solitudine umana.

Propongo oggi la versione presentata nel disco intitolato The Bill Evans Album e registrato per una major come la Columbia nel 1971. Se non erro, o ricordo male, è anche la prima versione registrata dal pianista.

Buon ascolto

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