Un grande interprete di ballads: Art Pepper

Credo che Art Pepper sia stato uno dei musicisti bianchi più espressivi della storia del jazz, nel senso proprio che sapeva immettere, in particolare nel periodo successivo alla sua lunga detenzione carceraria e specie nell’interpretazione delle ballads, un pathos davvero non comune da rintracciare tra i jazzisti bianchi, molto probabilmente derivato dalle dure esperienze della sua tragica esistenza. La cosa sorprende ancora di più se si pensa che è stato negli anni giovanili un esponente del cosiddetto West Coast Jazz anni ’50 considerato dai più (e come sempre in termini un po troppo sbrigativi e generici) come uno stile del jazz più estetizzante e più attento alla perfezione formale che agli aspetti espressivi. Non si può negare che l’influenza anche geografica, climatica e del bel vivere tipico dei luoghi californiani abbia avuto un certo peso sull’estetica relativa alla musica e al jazz che si sono generati da quelle parti, ma è certo che Pepper abbia rappresentato più un’ eccezione che la regola, per quanto un eventuale affrancamento stilistico si sia rivelato in verità più nella seconda parte della sua carriera (ossia dalla metà anni ’70 sino alla morte, avvenuta nel 1982) che nella prima, nella quale il sassofonista e clarinettista californiano poteva tranquillamente essere stabilmente inserito nell’estetica West Coast. Il fatto è che Pepper era più di altri musicisti bianchi di quell’area geografica legato al blues e stilisticamente all’insegnamento, peraltro ineludibile in quegli anni, di Charlie Parker. Oltre al fatto che nella suddetta seconda fase di carriera ha subito fortemente anche l’influenza di John Coltrane (si ascolti ad esempio attentamente il brano The Trip) e del jazz modale. Tuttavia Pepper a mio avviso si è rivelato in quello stesso periodo uno strepitoso interprete di ballads. Ne dà qui un esempio nel brano che sto per proporvi, contenuto nel disco Roadgame e che si intitola Everything Happens to Me, registrato al Maiden Voyage di Los Angeles nel 1981. Davvero una splendida versione di un brano non apprezzato da tutti gli improvvisatori per una linea tematica marcatamente melodica e meno ritmata rispetto ad altre canzoni del songbook americano.

Buon ascolto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...