Un ricordo di Emily Remler

Emily Remler (New York, 18 settembre 1957 – Australia, 4 maggio 1990) è stata un’eccellente chitarrista jazz, purtroppo scomparsa prematuramente, del livello dei migliori rappresentanti al maschile dello strumento. In tutto ha avuto modo di incidere solo sette album prima di morire a causa di un attacco di cuore (probabilmente collegato alla sua tossicodipendenza da eroina) a 32 anni, durante un tour in Australia.

Nata a New York, da una famiglia di origini ebraiche, Emily Remler iniziò a suonare la chitarra all’età di 10 anni. Inizialmente ispirata dall’hard rock e da altri stili associabili all’ambito pop, si appassionò al jazz solo nella seconda metà degli anni ’70, durante gli studi al Berklee College of Music di Boston, nel Massachusetts. Come si evince dall’ascolto delle sue incisioni, la sua maggiore influenza chitarristica è stata quella di Wes Montgomery, ma sia nelle scelte di repertorio che nelle scelte stilistiche si colgono influenze del jazz modale di Miles Davis e John Coltrane, ma anche di grandi maestri dell’hard bop e del modern mainstream come Cannonball Adderley, Horace Silver, Dexter Gordon, Kenny Dorham, Joe Henderson, Mc Coy Tyner etc., senza trascurare la musica latina. Dopo aver lasciato il Berklee College, la Remler inziò a fare esperienze nei club blues e jazz di New Orleans, prima di poter iniziare a incidere nel 1981. Fu sostenuta dal chitarrista Herb Ellis, che la definì: “la nuova superstar della chitarra“.
In un’intervista a People. la Remler definì se stessa in questo modo: “Posso sembrare una simpatica ragazza ebrea di New York, ma dentro sono un omone di colore di 50 anni con un grosso pollice, come Wes Montgomery” – People, Maggio1982 -.

I primi album della Remler (registrati per la Concord), Firefly e il seguente Take Two, mostrarono una chitarrista già bravissima ma ancora alla ricerca di un suo stile personale, obiettivo che si cominciò a intravvedere nei successivi Transitions e Catwalk che mostrarono l’emergere di una voce individuale, con la presenza di composizioni originali, mentre il successivo East to Wes fu un riuscito tributo all’ammirato Wes Montgomery.

Oltre alla carriera come band leader e compositrice, la Remler suonò in gruppi blues a Broadway e con artisti diversi come Larry Coryell, con cui registrò l’album Together, e la cantante Rosemary Clooney. Suonò anche per la versione rappresentata a Los Angeles dello show Sophisticated Ladies dal 1981 al 1982 e registrò due video didattici molto popolari. Lavorò anche come chitarrista per Astrud Gilberto. Nel 1985 vinse il premio “Guitarist Of The Year” in un sondaggio della rivista DownBeat. Nel 1988 fu nominata “Artist in Residence” alla Duquesne University, mentre l’anno successivo ricevette un premio dal Berklee College come ex allieva distintasi durante la carriera. Sposò il pianista jazz giamaicano Monty Alexander nel 1981, divorziando nel 1984.

Dopo la sua morte prematura, furono registrati due album in suo onore: Just Friends volume 1 & 2, con contributi di Herb Ellis, David Benoit, Bill O’Connell e David Beberg, tra gli altri.

Per l’occasione propongo l’ascolto di una breve, ma davvero notevole ed originale versione di Afro Blue di Mongo Santamaria (ma portata alla fama jazzistica da John Coltrane), in cui è possibile apprezzare tra l’altro il suo innato gusto musicale (soprattutto armonico) nel trattamento dello standard.

Buon ascolto.

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