Black Jazz Records e il suono “nero” del jazz anni ’70

f818-3443-4b57-bf8c-e02322c8a6f1Black Jazz Records è stata una casa discografica indipendente, fondata nel 1969 e purtroppo presto defunta nel 1975, diretta da musicisti/produttori afro-americani che negli anni ’70 (assieme ad altre del periodo più nettamente entro l’alveo jazzistico, tra cui la benemerita Strata East di Stanley Cowell e Charles Tolliver) ha rappresentato una serie di giovani talenti afro-americani e un nuovo, interessante (ma sottostimato), laboratorio musicale, ossia un nuovo modo di fare del (modern) mainstream jazzistico afro-americano miscelato con ritmi e umori derivati dal soul, dal funk ma anche dal free, contribuendo ad allargare il campo di certa commistione linguistica molto trasversale in atto nel jazz in quei creativi anni, che, contrariamente a quanto si è sempre da noi limitatamente narrato, non sono stati solo e semplicemente dominati dalle avanguardie di Chicago e dalle relative loro istanze. L’etichetta è stata fondata a Oakland, in California, dal veterano pianista Gene Russell (1932 – 1981) e dal percussionista Dick Schory (noto anche per il suo sviluppo di tecniche di registrazione stereo in suono quadrifonico) e ha pubblicato una ventina di album tra il 1971 e il 1975 orientati più verso il pubblico della comunità nera. Alcuni degli artisti più importanti dell’etichetta furono Cleveland Eaton, ex contrabbassista di Count Basie e Ramsey Lewis, il pianista Doug Carn (forse l’artista di maggior successo), il chitarrista Calvin Keys, il pianista Walter Bishop Jr., il contrabbassista Henry Franklin, il sassofonista Rudolph Johnson, tra gli altri.

La visione di Russell per Black Jazz Records era fondamentalmente orientata, come già accennato, verso la comunità nera, con non a caso tutti gli artisti sotto contratto afro-americani. L’ etichetta è stato creata con l’intento di fornire una alternativa al jazz più canonico introducendo in musica anche certe istanze politiche e spirituali quasi inderogabili nel panorama musicale generale di quei primi anni ’70. Una produzione complessiva che meriterebbe da parte degli appassionati una adeguata riscoperta per meglio definire i tratti della musica improvvisata di quegli anni e per meglio comprendere certi fenomeni musicali odierni e certi personaggi attuali come ad esempio l’acclamato (e molto discusso) Kamasi Washington, assieme a tanti altri nomi emergenti nel panorama della musica improvvisata di estrazione africano-americana. Black Jazz Records era nota anche per lo stile delle copertine degli album. Il concetto grafico comprendeva un design originale che permetteva l’immediata identificazione delle produzioni dell’etichetta. Tutti gli album avevano infatti copertine con immagini in bianco e nero e caratteri bianchi su ampio sfondo nero,

Gene Russell è morto nel 1981 e gli album da Black Jazz Records a poco a poco sono spariti dalla circolazione fino al 1986, quando James Hardge, Jr. ha acquistato le registrazioni originali dell’etichetta defunta, ripubblicando dai primi anni ’90 l’intera collezione su compact disc. La musica del marchio è diventata poi popolare anche attraverso i campionamenti utilizzati da artisti hip-hop come Ice Cube e A Tribe Called Quest. Successivamente la Snow Dog Records ha acquisito la licenza Black Jazz Records nel 2012 e ha iniziato la riemissione degli album rimasterizzati, includendo nuove note di copertina e fotografie inedite. Ecco di seguito la discografia completa Black Jazz Records:

BJQD Artists Title Recorded
1 Gene Russell New Direction 1971
2 Walter Bishop, Jr. Coral Keys 1971
3 Doug Carn Infant Eyes 1971
4 Rudolph Johnson Spring Rain 1971
5 Calvin Keys Shawn-Neeq 1971
6 Chester Thompson Powerhouse 1971
7 Henry Franklin The Skipper 1972
8 Doug Carn Spirit Of The New Land 1972
9 The Awakening Hear, Sense And Feel 1972
10 Gene Russell Talk To My Lady 1973
11 Rudolph Johnson The Second Coming 1973
12 Kellee Patterson Maiden Voyage 1973
13 Walter Bishop, Jr. Keeper Of My Soul 1973
14 Doug Carn Revelation 1973
15 The Awakening Mirage 1973
16 Doug Carn Adam’s Apple 1974
17 Henry Franklin The Skipper At Home 1974
18 Calvin Keys Proceed With Caution! 1974
19 Roland Haynes The Second Wave 1975
20 Cleveland Eaton Plenty Good Eaton 1975
21 Doug Carn New Incentive: Firm Roots 2001

ecco qui un paio di esempi della produzione dell’etichetta:

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