L’inconfondibile chitarra di Grant Green

Grant Douglas Green (Saint Louis, 1935 – New York City, 1979) è stato uno dei più grandi chitarristi del jazz, emerso negli anni ’60 e continuatore in ambito di hard-bop (ma tinto anche di soul-jazz e latin tinge) del moderno linguaggio chitarristico portato alla luce a cavallo tra la fine degli anni ’30 e inizio anni ’40 da Charlie Christian. Il suo stile, molto legato al blues, non godeva peraltro solo di influenze chitarristiche (citabile anche Jimmy Raney), inglobando linguisticamente (e inevitabilmente) quelle sassofonistiche di Charlie Parker e Lester Young. In qualche modo lo stile di Green poteva essere considerato alternativo a quelli più morbidi di Wes Montgomery e Kenny Burrell, entrambi emersi sulla scena musicale all’incirca nello stesso suo periodo.

Le prime esperienze professionali in ambito musicale, Grant Green le ebbe all’età di tredici anni come chitarrista in un gruppo gospel che si esibiva regolarmente nelle chiese locali. In seguito suonò, sempre in ambito locale, in gruppi di rhythm and blues passando infine al jazz. Il vero esordio importante lo fece alla metà degli anni cinquanta, suonando con il trombettista Harry Edison, mentre la prima incisione discografica avvenne sotto la leadership del tenorsassofonista Jimmy Forrest nel 1959 (nello splendido All the Gin Is Gone) affiancato nientemeno che dal batterista Elvin Jones, suo grande estimatore. Il suo primo disco da leader lo incise nel 1960 per la Blue Note Records, alla quale fu introdotto dal sassofonista Lou Donaldson, vincendo nel 1962 il Down Beat New Star Award come nuova stella della chitarra di quell’anno. Il produttore Alfred Lion fu talmente impressionato dal suo talento da proporgli immediatamente delle registrazioni da leader. Tra le altre molte collaborazioni da sideman sono da segnalare nel periodo quelle con Sonny Clark, Ike Quebec, Hank Mobley, Stanley Turrentine, Booker Ervin, Sonny Red, Lou Donaldson, McCoy Tyner, Horace Parlan, Larry Young, Herbie Hancock, Elvin Jones e molti altri. Notevole è stato il sodalizio in particolare con Joe Henderson. Morì alla fine di gennaio del 1979 a causa di un attacco cardiaco.

I critici Michael Erlewine e Ron Wynn hanno scritto di lui: “Un musicista gravemente sottovalutato durante la sua vita, Grant Green è stato uno dei grandi eroi non celebrati della chitarra jazz … il suono di Green è immediatamente riconoscibile, forse più di ogni altro chitarrista“. Il critico Dave Hunter ha descritto il suo sound come “agile, sciolto, un po blues e fortemente groovy“.

Verso la fine degli anni ’60 dopo un periodo di relativa assenza dalle scene a causa dei suoi problemi di dipendenza dalle droghe, Green è tornato proponendo una band influenzata dall’emergente Funk, arrivando a registrare anche la colonna sonora del film The Final Comedown.

Propongo qui l’ascolto di un brano di un bel disco del periodo Blue Note intitolato Grandstand e registrato con il tenorsassofonista Yusef Lateef e l’organista Jack McDuff.

Buon ascolto.

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