Sonny Clark pianista e compositore

Conrad Yeatis ” SonnyClark (1931 – 1963) è stato un grande pianista e compositore del jazz moderno, impostosi principalmente nell’ambito del linguaggio hard-bop.

Clark è nato e cresciuto a Herminie, Pennsylvania, città mineraria posta a est di Pittsburgh. I suoi genitori erano originari di Stone Mountain, Georgia, con iI padre minatore morto di malattia polmonare due settimane dopo la nascita di Sonny, ultimo di otto figli. A 12 anni si trasferisce a Pittsburgh e a 20 in California, dopo una visita temporanea da una zia. Qui inizia a lavorare con il sassofonista Wardell Gray e Art Pepper, successivamente con Oscar Pettiford e dal 1953 fino a gennaio 1956 diventa il pianista di Buddy DeFranco, con il quale gira gli Stati Uniti e l’Europa partecipando anche all’incisione di alcuni ottimi dischi del clarinettista per la Verve. Di questo periodo e durante un tour europeo, è rintracciabile su etichetta Xanadu una sua prima registrazione in piano solo e in trio (The Sonny Clark Memorial Album– 1954) fatta ad Oslo e una successiva  fatta a Parigi come sideman di Jimmy Raney per la Vogue. Oltre al lavoro con DeFranco lo ritroviamo nel 1955 anche nel gruppo di CalTjader (Tjader Plays Tjazz– Fantasy). Dal 1956, la sua accresciuta fama  fa moltiplicare le richieste di sue partecipazioni in sala d’incisione. Non a caso, dà il suo significativo contributo alle registrazioni di alcuni importanti jazzisti presenti in area californiana, come in Blue Serge (Capitol) , uno dei lavori discografici più rappresentativi del baritonista Serge Chaloff, in Go Man!  (Imperial) e lo splendido Sonny Criss Plays Cole Porter (Imperial) per conto di Sonny Criss e I Play Trombone (Bethlehem) di Frank Rosolino. Partecipa poi ad alcune registrazioni per Contemporary delle All Stars californiane al Lighthouse di Hermosa Beach, gestito dal bassista Howard Rumsey, e in Grand Stan (Bethlehem) a nome del batterista Stan Levey.

Nel 1957 decide di tornare sulla East Coast, cioè al centro della scena musicale americana di New York City, prima come accompagnatore per la cantante Dinah Washington, quindi per brevi ingaggi con Stan Getz al Birdland e Anita O’Day, poi venendo convocato in sala di registrazione nientemeno che da Sonny Rollins per l’incisione di The Sound of Sonny (Riverside). A quel punto le richiese in qualità di sideman per un brillnte pianista di scuola powelliana di rara eleganza quale egli era, sia in accompagnamento che in improvvisazione (simile a quella di Hampton Hawes), si moltiplicarono, specie per gli artisti della Blue Note: Donald Byrd, Paul Chambers, John Coltrane, Dexter Gordon, Art Farmer, Lee Morgan, Louis Smith, Curtis Fuller, Bennie Green, Kenny Burrell, Grant Green, Philly Joe Jones, Johnny Griffin, Clifford Jordan, Tina Brooks, Jackie McLean, Lou Donaldson, John Jenkins, Don Wilkerson, Hank Mobley, Stanley Turrentine, Ike Quebec, oltre a Coleman Hawkins e persino Charles Mingus.

In quegli stessi anni iniziò anche a incidere per Blue Note una serie di dischi nella veste di leader, come Dial “S”for Sonny (1957), Sonny’s Crib (1957), Sonny Clark Trio (1957) con Paul Chambers e Philly Joe Jones, Cool Struttin ‘ (1958),  Standards (1958, anche su  Sonny Clark Trio vol. 1/2/3) .My Conception (1959) e Leapin’ And Lopin’ (1961).

Sonny Clark è purtroppo morto precocemente nel 1963 a New York City; ufficialmente per un attacco di cuore, ma più probabilmente per una overdose di eroina, lasciando un vuoto non indifferente nei cuori e nelle orecchie di tanti appassionati del jazz, per un grande talento non solo pianistico, che dopo un lungo periodo di oblio ha avuto col tempo il giusto riconoscimento. Non a caso l’amico e collega Bill Evans gli ha dedicato una stupenda, sentita, composizione come N.Y.C.’s No Lark (il cui titolo altro non era che un anagramma di “Sonny Clark”) dopo la sua morte, mentre un musicista avanzatissimo ed eclettico come John Zorn, (assieme a Wayne Horvitz, Ray Drummond e Bobby Previte, in un quartetto chiamato esplicitamente Sonny Clark Memorial Quartet) dedicò un intero album a sue composizioni, intitolato Voodoo (1985), oltre a registrare alcune sue composizioni anche con Bill Frisell e George Lewis su News for Lulu (1988) e More News for Lulu (1992).

Propongo a commento musicale proprio la sua Voodoo, anche nella versione di John Zorn.

Buon ascolto.

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