Le quarte di Mr. Tyner

Credo di non sbagliare nell’affermare che il pianismo di McCoy Tyner sia stato tra i più influenti e abbia fatto più proseliti in ambito di jazz moderno, in particolare nel periodo anni ’70 e ’80, in quel jazz che venne definito come “modern mainstream” e che, in estrema sintesi, univa l’hard-bop con le esperienze del jazz modale di derivazione coltraniana. In realtà nel modern mainstream non si potrebbe disconoscere anche l’appropriazione di certe modalità esecutive provenienti dall’ineludibile esperienza Free Jazz, rivelabili in particolare nelle improvvisazioni sugli strumenti a fiato. Tuttavia nel caso di Tyner si può affermare con buona approssimazione che egli debba essere considerato estraneo alle istanze musicali portate avanti dal Free Jazz, sebbene abbia fatto parte del quartetto coltraniano (poi allargato a quintetto e sestetto), anche dopo la svolta Free del sassofonista di Hamlet. Non a caso nel 1966 fu sostituito da Alice Coltrane, abbandonando una direzione musicale indicata dal leader alla quale evidentemente si sentiva sempre più estraneo e a disagio. Tyner in carriera è stato sostanzialmente sempre fedele ad un consolidato moderno canone jazzistico, che egli stesso ha contribuito in buona parte a rinnovare, esaltando anche le qualità di grandi solisti come Joe Henderson, Freddie Hubbard, Wayne Shorter, Bobby Hutcherson, Lee Morgan, Hank Mobley e Grant Green, incidendo addirittura più con solisti provenienti dall’ambito del soul jazz (ad es. Stanley Turrentine) o prossimi alla musica popolare (George Benson) che a quello del free. Credo infatti che, al di là di tutto, Tyner sia stato (assieme a Herbie Hancock)  un maestro nell’arte del comping e dei voicings in appoggio al solista, facendo tesoro della precedente lezione dei Bill Evans e Wynton Kelly in quella specifica funzione musicale.

Tyner è stato infatti uno specialista dei voicings a quarte inseriti sia all’interno del modo sia all’esterno. La simmetricità degli intervalli di quarta si è spesso riflessa nell’accompagnamento della sinistra di Tyner. il suo modo di armonizzare i gradi della scala pentatonica, le successioni per quarta ascendente e per quinta discendente sono caratteristiche del suo pianismo, oltre ad un approccio alla tastiera quasi unico, altamente energico e percussivo, pienamente afro-americano. Il suono di Tyner si distingue infatti  per la potenza della mano sinistra, in cui egli tende ad alzare il braccio relativamente alto sopra la tastiera, atto a produrre un attacco enfatico. Il fatto che Tyner sia mancino ha forse contribuito a questo stile tipicamente potente. Quanto alla mano destra, Tyner è riconoscibile in modo quasi inconfondibile per l’uso dello staccato nel suonare ogni singola nota, nitidamente evidenziata in un rapidissimo fraseggio.

Il suo secondo album registrato per Impulse!, Reaching Fourth, è in questo senso massimamente rappresentativo ed è tra i suoi migliori incisi in trioI suoi compagni sono eccellenti: il bassista Henry Grimes ed il batterista Roy Haynes, ed il repertorio ha lo stesso aspetto programmatico del precedente lavoro, Inception. Reaching Fourth, è appunto costruito sull’intervallo di quarta che è poi la base delle armonizzazioni di Evans e che Tyner è stato in grado di portare alle estreme conseguenze in ambito di jazz modale. Rispetto al precedente disco vi è da rilevare come la scelta dei musicisti abbia evitato di ricadere su quelli come Elvin Jones e Art Davis che erano legati al quartetto coltraniano. Non a caso i suoi dischi Impulse! per anni sono stati un po’ sottovalutati dalla critica rispetto ad altre opere successive, ritenendo erroneamente che Tyner volesse riproporre nel trio il sound concepito con Coltrane, In realtà quei dischi vivono di luce propria e mostrano una idea di musica diversa e un pianismo nuovo per l’epoca, perfettamente inseribile tra le cose migliori della lunga storia discografica relativa al piano jazz trio.

Propongo a compendio dello scritto l’ascolto del brano omonimo del disco.

Formazione: McCoy Tyner (p) Henry Grimes (b) Roy Haynes (d), registrato al Rudy Van Gelder Studio, Englewood Cliffs, NJ, 14 Novembre 1962.

 

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