Hank Mobley, il campione dei pesi medi

Hank Mobley , all’anagrafe Henry Mobley, (Eastman, Georgia, 1930 – 1986) è stato uno dei sassofonisti  più trascurati in vita e poi giustamente rivalutati. Forse a questo stato di cose contribuì non poco e involontariamente il sintetico giudizio dato al tempo dal noto critico e musicista Leonard Feather che descrisse Mobley sulle note di copertina di uno dei suoi migliori album, intitolato Workout, come “il campione dei pesi medi del sax tenore”, con l’idea di indicare le caratteristiche del suo suono e del suo approccio all’improvvisazione, più mediati rispetto a quelli di figure coeve dominanti come quelle del “colossus” Sonny Rollins e del “peso leggero” Stan Getz, ma ingiustamente frainteso come indice di mediocrità.

Il suo stile rilassato, raffinato e melodico -inconsueto tra i sassofonisti hard-bop del periodo- aggiunto al fatto di aver rimpiazzato John Coltrane subito dopo il suo abbandono dal gruppo di Miles Davis sollecitò ulteriori e poco giustificati confronti. A livello di influenze fu lui stesso a dichiarne alcune: “Provengo da una famiglia di pianisti. Mia nonna e mio zio erano pianisti, ma mio zio amava Lester Young e Pres divenne il mio idolo quando ero studente. Poi scoprii Dexter Gordon e amavo molto anche ascoltare Don Byas“. Non da meno, occorre sottolineare l’influenza di Sonny Stitt, il cui stile al tenore è stato in verità di riferimento per molti sassofonisti non solo di quel periodo, ma spesso poco citato tra i grandi dello strumento, oltre a quella del primo Sonny Rollins.

Mobley cominciò a lavorare subito con i grandi del jazz moderno, fra cui ci furono Dizzy Gillespie e Max Roach, divenendo presto una delle voci più importanti e richieste dell’emergente hard-bop. Prese infatti parte ad alcune delle prime registrazioni storiche dei Jazz Messengers di Art Blakey e Horace Silver, partecipando all’ album Horace Silver and the Jazz Messengers, oltre a quelle di Kenny Dorham e più avanti di Max Roach.

Durante gli anni ’60 lavorò come leader, registrando decine di album per la Blue Note, ma anche come richiestissimo sideman per importanti lavori di altri grandi del periodo (Herbie Hancock, Lee Morgan, Freddie Hubbard etc.), nei quali il suo stile venne progressivamente influenzato dalle innovazioni del jazz modale di Miles Davis e John Coltrane. Il livello delle incisioni per Blue Note si mantenne costantemente alto con diverse punte di eccellenza, sino al 1970, rimanendo sostanzialmente sempre fedele al dettato dell’hard-bop. Soggiornò tra il 1968 e il 1970 in Europa, facendo base a Parigi e incidendo, tra gli altri, con Archie Shepp (in Yashmina, a Black Woman e Poem For Malcom). Ritornò negli U.S.A., prima a New York (incidendo il suo ultimo disco con Cedar Walton in Breakthrought!) e poi a Chicago, capeggiando per qualche mese un quintetto comprendente Muhal Richard Abrams e componendo per il pianista impegnato con l’orchestra dell’AACM. Fu costretto a ritirarsi parzialmente dalla musica verso la metà degli anni ’70, a causa di forti problemi economici, il furto del sassofono (che lo costrinse per qualche tempo a suonare il sax baritono) e un grave enfisema polmonare. Le ultime sue apparizioni dal vivo lo hanno visto  suonare assieme al pianista Duke Jordan.

Mobley non è stato solo un eccelso improvvisatore, ma anche un ragguardevole compositore. Alcuni suoi temi sono divenuti dei veri e propri standard. Uno di questi è quello che sto per proporvi, in un disco del 1957 tutto fatto di sue composizioni ed inciso con Art Farmer – tromba, Horace Silver – pianoforte, Doug Watkins – contrabbasso, Art Blakey – batteria. Basti pensare che questa composizone è stata ripresa anche da John Zorn insieme a George Lewis e Bill Frisell in News for Lulu, un album del 1987 dedicato ad alcuni compositori dell’hard bop, tra cui proprio Mobley.

Buon ascolto.

hank-mobley-quintet-rudy-van-gelder-editionFunk In Deep Freeze

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...