L’inconfondibile suono di Pee Wee Russell

Charles Ellsworth Russell, meglio noto con il soprannome di “Pee Wee” Russell (1906 – 1969), è stato un clarinettista del jazz che negli anni ’20 appartenne al gruppo dei cosiddetti “Chicagoans”, cioè a quei musicisti bianchi dell’area di Chicago che suonavano del Dixieland (da non confondersi con lo stile New Orleans, per quanto da esso derivato). All’inizio della sua carriera suonava anche i sassofoni, ma alla fine si concentrò esclusivamente sul clarinetto, ottenendo un suono “soffiato” originalissimo, certamente dovuto anche ad un approccio allo strumento tecnicamente non eccelso e poco ortodosso, ma molto espressivo, che ha fatto da riferimento anche a clarinettisti del jazz moderno come Jimmy Giuffre. Rispetto ad altri esponenti del jazz di Chicago di quegli anni, egli ha saputo nel tempo mettersi alla pari con i rapidi mutamenti stilistici in atto nel jazz dei decenni successivi, sapendo affrontare nel proprio repertorio persino temi di Thelonious Monk, John LewisJohn ColtraneOrnette Coleman, con una spiccata predilizione per il blues.

Russell era in realtà nativo del Missouri e solo all’inizio negli anni ’20 si trasferì nell’Illinois frequentando le band dell’area chicagoana con particolare riferimento a personaggi fondamentali come Frankie Trumbauer e Bix Beiderbecke. Nel 1926 entrò a far parte dell’orchestra di Jean Goldkette e l’anno successivo partì in direzione di New York per unirsi al trombettista/cornettista Red Nichols. Qui, dagli anni ’30 ha iniziato un rapporto con jazzisti come Bobby Hackett e Eddie Condon con i quali avrebbe instaurato una collaborazione duratura anche nei decenni successivi. Oltre che con Condon, ha suonato con Art Hodes, Muggsy Spanier e, occasionalmente, con gruppi a  proprio nome.

Dal 1940 in poi, la salute di Russell si aggravò a causa di seri problemi di alcolismo, a causa dei quali non riuscì persino a suonare. Nel suo ultimo decennio di vita, Russell ha spesso partecipato a festival jazz e tour internazionali organizzati da George Wein (peraltro presente talvolta in veste anche di pianista, oltre che di organizzatore), comparendo al Festival di Newport del 1963 addirittura assieme a Thelonious Monk.

Il suo ultimo concerto è stato con George Wein al ballo inaugurale per il presidente Richard Nixon il 21 gennaio 1969. Russell è morto in un ospedale di Alexandria, in Virginia , solo  tre settimane più tardi da quell’evento.

Per l’occasione propongo alcuni brani di questo particolarissimo clarinettista e interprete “bianco” del blues, su tre brani. Due incisi con Henry “Red” Allen affrontano temi scritti rispettivamente da John Lewis e Theloniuso Monk, accompagnati (sorprendentemente) nientemeno che da Steve Kuhn al pianoforte, Charlie Haden al contrabbasso e Marty Morell alla batteria; l’ultimo documenta invece l’incontro nel 1957 con il citato Jimmy Giuffre. Una dimostrazione, ancora una volta, che le separazioni e gli steccati tra stili e periodi del jazz per i musicisti americani, nonostante la nostrana narrazione zeppa di  superflui e distorsivi steccati ideologici, hanno sempre avuto poco senso.

Buon ascolto.

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