I flauti di Sam Most & Joe Farrell

Il flauto nel jazz è sempre stato considerato uno strumento in qualche modo “minore” in termini solistici rispetto a trombe e sassofoni. Eppure, se si dà una occhiata ai nomi di flautisti disseminati nella storia del jazz, sia agli specialisti dello strumento che ai multistrumentisti che lo utilizzavano (solitamente sassofonisti), si scopre, sia in termini quantitativi che qualitativi, un numero non indifferente di grandi nomi del jazz: Buddy Collette, Frank Wess, Jerome Richardson, Herbie Mann, Rahsaan Roland Kirk, James Moody, Yusef Lateef, Eric Dolphy, Sam Rivers, Hubert Laws, James Newton, Jeremy Steig, Dave Liebman, Dave Valentin, Lew Tabackin, Nicole Mitchell, sono solo alcuni dei nomi di grandi solisti che si sono disimpegnati con lo strumento traverso producendo anche album di alto livello.

Tra questi oggi focalizziamo l’attenzione su due figure abbastanza poco citate, ma in nulla inferiori ai nomi fatti. Si tratta di uno specialista come Sam Most, considerato da Leonard Feather il primo grande flautista del jazz, e di un multistrumentista straordinario come Joe Farrell di cui avevo già segnalato un suo solo, proprio al flauto, su questo blog.

Samuel “Sam” Most (1930 – 2013), occasionalmente anche tenorsassofonista, stazionava di base a Los Angeles, essendo però nativo di Atlantic City, nel New Jersey. Iniziò la carriera musicale già all’età di 18 anni con le formazioni di Tommy Dorsey, Shep Fields, Boyd Raeburn e Don Redman. La sua prima registrazione è stata effettuata a 23 anni, per un singolo intitolato Blues Undercurrent. Tra il 1953 e il 1958 è rintracciabile la maggior parte delle sue sessioni da leader, registrate per Prestige, Debut, Vanguard e Bethlehem, mentre in qualità di sideman ha registrato anche per Chris Connor, Paul Quinichette e Teddy Wilson. E ‘stato inoltre membro della band di Buddy Rich dal 1959 al 1961.

mostly-flute

Dopo un lungo periodo di assenza dalle sale di registrazione è ricomparso in disco negli anni ’70 per l’etichetta Xanadu fondata dal benemerito Don Schlitten, registrando sei album per quella etichetta, alcuni dei quali tra i suoi migliori in assoluto e altamente consigliabili. Dal 1987 ha poi registrato solo quattro album, tra cui uno in solo. Most è morto il 13 Giugno 2013 per cancro all’età di 82anni.

Del chicagoano Joe Farrell avevamo, come detto, già accennato su questo blog al link sopra indicato. Lo ritengo uno dei sassofonisti più ingiustamente sottostimati del jazz moderno, avendo tra l’altro attraversato diverse stagioni del jazz più avanzato degli anni ’60 e ’70 partecipando a diverse fondamentali incisioni di Charles Mingus, Jaki Byard, Andrew Hill, Elvin Jones e Chick Corea. Certamente un musicista e un improvvisatore molto ammirato dai colleghi e che meriterebbe una adeguata riscoperta.

Per l’ascolto odierno propongo un brano in cui è possibile apprezzarli insieme.

718526Kim

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