Elvin Jones e gli anni ’70

Che Elvin Jones sia stato uno dei più grandi batteristi del jazz, credo non vi siano dubbi, direi che sul piano dell’energia ritmica, della capacità poliritmica e quella di sapersi inserire bene nei più disparati contesti musicali è stato un esempio per quasi tutti i batteristi delle generazioni successive. Direi che tra i grandi batteristi della vecchia generazione del jazz moderno è forse quello oggi di maggior riferimento, perlomeno in ambito africano-americano. Pur arrivando alla notorietà grazie al suo essenziale contributo nel quartetto di John Coltrane, in realtà Elvin Jones si era già distinto in altri ambiti formali è ha saputo emergere in qualità di leader di propri gruppi anche dopo la prematura morte del grande sassofonista di Hamlet, facendo crescere diversi sassofonisti del cosiddetto post-coltranismo come Steve Grossman, Sonny Fortune, Azar Lawrence e Pat la Barbera, oltre a far emergere le doti di sassofonisti già noti come George Coleman e Joe Farrell.

Verso la metà degli anni ’70 Jones ha proposto col suo gruppo e in una serie di album una musica che, pur rimanendo in ambito di mainstream post-coltraniano includeva anche elementi legati alla fusione con ritmi e timbri del rock, all’epoca quasi ineludibili, che qualsiasi jazzista (perlomeno quelli non inclusi nelle cosiddette avangurdie Free) con risultati non sempre riusciti. Tuttavia dischi come  New Agenda  inciso per la Vanguard possono essere annoverati tra i più rappresentativi del periodo. La formazione del gruppo vede la presenza di un sax soprano, credo quello di Steve Grossman e un tenore, quello di Frank Foster, compositore del brano che sto per proporvi di indubbio piacevole ascolto e con presenti ottime prestazioni solistiche. Si noti anche la presenza del quasi dimenticato chitarrista Roland Prince. Da segnalare anche la presenza di Kenny Barron al piano elettrico e David Williams al contrabbasso. La formazione spero sia corretta perchè le info discografiche non sono chiarissime, anche perché vi è nel disco una certa rotazione di ruoli con altri musicisti come Gene Perla al piano e con sassofonisti come Azar Lawrence e Joe Farrell, ma dovrebbe essere come ho scritto se l’orecchio non mi inganna.

Buon ascolto.

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