Speriamo che sia femmina…

“Quando la realtà supera la sua rappresentazione”, verrebbe da pensare parafrasando un noto modo di dire. Trump presidente degli Stati Uniti, dopo il recente referendum sulla Brexit, al di là delle interpretazioni politiche di dettaglio che non mi competono, è la rappresentazione di come i media con il loro inflazionato utilizzo dei sondaggi dovrebbero prendere atto del fatto che sarebbe ora di finirla con il vendere una rappresentazione della realtà che regolarmente viene poi smentita dai fatti. E questo ormai succede a tutti i livelli, non solo nella politica; succede persino nel settore di cui si occupa questo blog, con una rappresentazione della scena jazzistica e delle musiche prodotte sempre più spesso mistificata, se non del tutto falsata.

Il fatto è che la gente, al di là dei singoli livelli culturali e intellettuali di cui ciascuno dispone, da tempo sembra ribellarsi all’establishment, in ogni parte del mondo, perlomeno quello occidentale, ad ogni genere di propaganda e di rappresentazioni di realtà ottimistiche preconfezionate, sul genere: “va tutto bene, madama la marchesa” col fine di favorire pochi, quando quotidianamente i molti vivono una realtà del tutto diversa. E purtroppo il modo di ribellarsi della gente storicamente dimostra di prendere direzioni di cambiamento opposte da quelle che si vorrebbero, quasi sempre peggiori, ma, come ripeto, occorrerebbe prenderne atto e finalmente smettere di condizionare sistematicamente il pensiero della gente con propagande e slogan di ogni genere, perché alla fine controproducenti più che inefficaci. Trattare le persone solo come una massa di minus habentes cui propinare qualsiasi genere di balla, sembra non funzionare più.

I sondaggisti, tanto per cominciare, dovrebbero cambiare mestiere, anche se occorre sottolineare che non è colpa loro se politici e giornalisti (con i media che paiono sempre più spesso smaccatamente asserviti, smentendo l’essenza stessa della loro funzione) regolano i loro discorsi e le loro azioni solo sulla base di numeri che poi vengono regolarmente smentiti.

La politica è ora che torni ad essere se stessa, cioè a guidare più che a condizionare, ad ascoltare per davvero le persone fisiche e i loro bisogni, dando loro un minimo di prospettiva agendo di conseguenza, guardando la realtà per quella che è non per quella che si vorrebbe fosse. Viceversa di cose come quelle che abbiamo vissuto stanotte ne vedremo ancora, ma  temo che in prospettiva e al di là dell’euforia dei vincenti di turno, non sarà un bel vedere.

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