Richard Galliano e il Tango argentino

Richard Galliano, francese di origini italiane, nato nel 1950, è probabilmente il fisarmonicista e suonatore di bandoneon più noto nell’ambito dell jazz e più in generale della musica improvvisata, ma in realtà in grado di spaziare in tutti i campi musicali. Si tratta di un autentico virtuoso dello strumento e di un dotato improvvisatore che più volte ho potuto apprezzare in concerto.

Galliano inizia a suonare la fisarmonica a 4 anni sotto l’influenza del padre Luciano, fisarmonicista italiano. A 14 anni scopre il jazz, rimanendo particolarmente impressionato dalla tromba di Clifford Brown. Prosegue degli studi più metodici al Conservatorio di Nizza, dove studia armonia, contrappunto e trombone.
Nel 1975, durante il suo trasferimento a Parigi, incontra Claude Nougaro e nel 1980 Astor Piazzolla dal quale rimane enormemente influenzato, integrando poi spesso la sua “New Musette” con le composizioni ispirate al tango del grande autore argentino, risultandone tra i suoi migliori interpreti. La presenza del tango argentino e di Piazzolla nei suoi lavori discografici diventa pressoché costante. Non a caso gli dedicò un intero album intitolato Piazzolla Forever, ma forse il suo capolavoro assoluto è stato quel Ballet Tango dove si può osservare un allievo che arriva quasi a battere il maestro. Diciamo che le versioni originali di Piazzolla al bandoneon, o in gruppi da lui diretti, si fanno preferire per profondità ed esattezza interpretativa, mentre quelle di Galliano per il virtuosismo strumentale e la non comune capacità improvvisativa.

Personalmente presi una vera e propria cotta per Galliano e il tango argentino (stimolandomi anche a provare a ballarlo, ma era decisamente troppo impegnativo e difficile per le mie possibilità di goffo ballerino, ma non provate a dire ad un ballerino di tango che Piazzolla fa tango perché vi becchereste degli insulti) a metà anni ’90, poi diciamo che il genere e soprattutto quell’umore particolarmente greve e “noir” quasi sempre associato al tango è un po’ uscito dal mio spettro emotivo legato alla musica, ma tutte le volte che ne riprendo l’ascolto l’emozione di cui è pregno riesce sempre a catturare il mio orecchio. Mi sarebbe piaciuto proporre qualcosa di Ballet Tango, ma in rete non ho trovato nulla, pertanto ho ripiegato su un paio di brani comunque ben interpretati. Il primo è una versione concertistica con una tipica formazione d’archi su Oblivion, una delle composizioni più struggenti di Piazzola, il secondo è Tango Pour Claude, composto dallo stesso Galliano e tratto da uno dei suoi migliori dischi degli anni ’90, intitolato Viaggio e che mostra quanto egli abbia pienamente assorbito lo stile compositivo del maestro argentino.

Buon ascolto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...