Il suono “terreno” di King Curtis

Curtis Ousley, noto come King Curtis (Fort Worth, 7 febbraio 1934 – New York, 13 agosto 1971), ha fatto parte di quella corposa tradizione di sassofonisti texani (da Arnett Cobb passando per Ornette Coleman, nato nello stesso luogo di Curtis e persino compagno di studi, arrivando sino a Billy Harper) caratterizzati nel modo di suonare da una marcatissimo senso del blues e un gusto melodico pregno di tradizione folk.

Curtis ha iniziato a suonare il sassofono da piccolo, specializzandosi non solo nel jazz, ma anche nel R&B, rock and roll, soul, funk e nel pop. Ha collaborato con Lionel Hampton prima di trasferirsi a New York nel 1952, dove è diventato un apprezzato turnista per diverse case discografiche e ha registrato tra gli altri con Oliver Nelson, Jimmy Forrest, Nat Adderley, Wynton Kelly e Nina Simone, ma possiede anche una discreta discografia da leader, con alcune incisioni ragguardevoli. Nel 1965 ha firmato un contratto con Atlantic Records, etichetta specialista in quel periodo nell’ accaparrarsi i migliori talenti afro-americani in circolazione. Raggiunse però la fama internazionale registrando con artisti del calibro di Aretha Franklin e The Beatles. Due dischi in particolare registrati live al Fillmore West di San Francisco, uno con Aretha Franklin e l’altro da leader con la sola band della cantante (con il mitico Bernard Purdie alla batteria) sono tra i più noti e reperibili sul mercato dove sia possibile ascoltarlo.

Stilisticamente, Curtis è stato influenzato da sassofonisti come Louis Jordan, Illinois Jacquet, Earl Bostic e Gene Ammons e a sua volta ha fatto da riferimento ad una molteplicità di sassofonisti del genere e delle successive generazioni. Nel periodo nel quale agiva come musicista di studio mise insieme un suo gruppo che comprendeva nomi come Richard Tee, Cornell Dupree, Jerry Jemmott e il già citato Bernard Purdie. Oltre al sax tenore, Curtis si esibiva anche al contralto e al soprano ed era noto per i riff e il suo modo focoso di affrontare gli assoli, ma era efficace anche in contesti musicalmente più sobri, dove era possibile apprezzarlo in compagnia di grandi jazzisti. Uno di questi casi si può ascoltare in The New Scene of King Curtis e un altro ancora è presente in Soul Meeting registrato con jazzisti del calibro di Wynton Kelly al piano, Nat Adderley alla cornetta e Sam Jones al contrabbasso, di cui sto per proporvi un brano reso famoso dalla voce del sax contralto di Johnny Hodges.

Curtis è stato purtroppo ucciso il 13 agosto del 1971, a soli 37 anni, quando è stato accoltellato durante una lite con un paio di spacciatori che lo attendevano fuori dal suo appartamento di Manhattan.

Buon ascolto.

 

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