Sorry, c’è Bix

Giusto ieri l’altro, si parlava di Hoagy Carmichael che si ispirò a Bix per comporre Stardust e mi è venuto in mente di proporre un breve post su Bix Beiderbecke. Giusto una trentina di anni fa avevo conosciuto dei tizi “stagionati”di Bologna amanti del jazz tradizionale con i quali mi trovavo a suonare il clarinetto in brani come Royal Garden Blues. C’era un trombettista che sapeva a memoria tutti gli assoli di Bix e li ripeteva pari pari nello stesso stile. Ci si divertiva come dei ragazzini. Si può dire ciò che si vuole sul jazz tradizionale, ma la musica anni ’20 dei collettivi di Bix ha un fascino e una freschezza che rimangono intatti col passare del tempo. Ovviamente la cosa vale per gli appassionati di vecchia data, come il sottoscritto, ma anche per quelli più recenti che mantengono nei confronti del jazz una visione meno “nuovista” a tutti i costi, evitando di trattare il jazz come una moda a corredo di una delle tante apparenze utili solo a darsi un tono “cool” e colto a buon mercato.

Il brano che vi propongo è famosissimo ed è uno dei migliori in termini di esecuzione tra le incisioni storiche di Beiderbecke, dove è contenuta anche una bella introduzione al clarinetto eseguita da Don Murray. Un tuffo nei suoni e umori di quei mitici anni ’20.

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