Il talento di Christian Scott

Christian Scott, noto anche come Christian Scott aTunde ADJuah, si è aggiunto recentemente alla grande tradizione dei trombettisti provenienti dalla Crescent City. E’ infatti nato il 31 marzo 1983, a New Orleans, Louisiana ed è uno dei giovani trombettisti più interessanti e in vista della scena jazz contemporanea.

Ha iniziato a suonare la  tromba all’età di 12 anni ricevendola in dono da sua madre. Lo zio di Christian, il sassofonista Donald Harrison, rendendosi presto conto del talento del nipote, prese a farlo suonare nei suoi concerti. Seguendo le orme dello zio, Scott si iscrive al New Orleans Center for the Creative Arts e successivamente alla Berklee School of Music di Boston, ricevendo una borsa di studio. E’ stato poi selezionato per far parte del Berklee Monterey Quartet nel 2004, scelto tra quattro dei migliori musicisti della scuola, esibendosi al Monterey Jazz Festival di quell’anno. Anche se Scott era già apparso su un album dello zio Donald nel 2002, ha fatto il suo debutto da leader a 22 anni su Concord Jazz nel 2006 con Rewind That. Il disco combinava rock e motivi R & B con il jazz moderno, ricevendo una nomina per un Grammy. Scott è tornato presto ad incidere l’anno successivo con l’uscita di Anthem, una sorta di meditazione musicale sul post devastazione del ciclone Katrina su New Orleans. Dopo la pubblicazione di un ottimo Live at Newport, nel 2010 la Concord pubblica il suo terzo album in studio,Yesterday You Said Tomorrow, seguito negli anni successivi da Ninety Miles e un doppio dal titolo omonimo Christian aTunde ADJuah.  Nella più recente sua uscita discografica, Stretch Music, Scott ha prodotto un album dal sound più spostato sull’elettronica ma nel quale svetta comunque il timbro nitido ed energico della sua tromba. I suoi riferimenti sullo strumento sono legati alla grande tradizione dei trombettisti afro-americani del jazz moderno, con particolare riferimento ovviamente a Miles Davis e non solo, alla ricerca di una musica che tende a creare una moderna fusione tra diversi generi popolari provenienti dal bacino comune al jazz delle musiche africano-americane.

Per l’ascolto odierno propongo un brano in forma di moderna ballad davisiana, eseguita con la sordina, a mio avviso più che convincente.

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