Chi si ricorda di Eric Kloss?

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Eric Kloss (nato il 3 Aprile 1949 a Greenville, Pennsylvania) è un talentuoso sassofonista americano di cui dai primi anni ’80 si sono letteralmente perse le tracce e che meriterebbe oggi una adeguata riscoperta.

Cieco dalla nascita, Kloss ha frequentato la Western Pennsylvania School per bambini ciechi, dove la musica era basilare nel curriculum della scuola, dimostrando rapidamente di essere un allievo dotato. Inizialmente focalizzato sul pianoforte, all’età di dieci anni Kloss è passato al sax contralto e, già a dodici anni, gli fu data l’occasione di essere invitato sul palco a suonare con jazzisti di fama come Sonny Stitt e Lennie Tristano. Le prime esperienze professionali capitarono nella zona di Pittsburgh, intorno al 1960, poi con Pat Martino, verso la metà degli anni ’60. In quello stesso anno ha fatto le sue prime registrazioni per la Prestige Records alla precoce età di 16 anni, in uno stile prossimo all’hard-bop, ma ha poi proseguito l’attività discografica rilasciando altre incisioni su Prestige e poi su Muse (attraverso gli anni ’70), spostandosi su un terreno musicalmente più avanzato (uno dei suoi sassofonisti prediletti era non a caso Eric Dolphy) e prossimo anche al nuovo jazz elettrico di Miles Davis, cosa rilevabile già nei dischi incisi a fine anni ’60. Rivelatosi perciò come un giovane talento del jazz, ebbe occasione di registrare quasi sempre con i migliori musicisti in circolazione e del livello di: Don Patterson, Jaki Byard, Richard Davis, Alan Dawson, Cedar Walton, Jimmy Owens, Kenny Barron, Jack DeJohnette, Booker Ervin, Chick Corea, Dave Holland, Barry Miles, Richie Cole e Gil Goldstein. Cominciò ad incidere proprio materiale compositivo su album di notevole livello quali Sky Shadows (dell’agosto 1968), con un quintetto comprendente nientemeno che il chitarrista Pat Martino, il pianista Jaki Byard, il bassista Bob Cranshaw e il batterista Jack DeJohnette, e In The Land of The Giants (del gennaio 1969). In To Hear Is to See(del luglio 1969) Kloss, passando anche al sax tenore, ha raggiunto come detto una originale fusione con il funk, incidendo con la sezione ritmica di Miles Davis del tempo, ossia Chick Corea alle tastiere, Dave Holland e Jack DeJohnette. Una musica più avventurosa emerse nel 1972 nella suite di 18 minuti One, Two, Free, comprendente nuovamente la chitarra  di Pat Martino.

Propongo perciò tre diversi esempi del percorso musicale di Eric Kloss, relativi in particolare ai primi tre dischi qui citati.

Buon ascolto.

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