Lubambo e Camargo Mariano Duo

cesarduo

Nel jazz contemporaneo si parla spesso e non sempre a proposito di “contaminazioni”, come se il jazz fosse diventato da poco musica da mixare e fondere con altri generi musicali, sottintendendo che esista una sorta di rigoroso “jazz puro” cui riferirsi, ma che pare in definitiva essere più uno schema mentale di certi vecchi appassionati che un effettivo ambito musicale ben definito. In realtà, il jazz  è sempre stato, di nascita e per natura, una musica ibrida e dal carattere inclusivo, predisposta a miscelarsi con contributi provenienti da una pluralità di culture musicali, che in terra nord-americana hanno trovato modo e le “naturali” condizioni per combinarsi, finendo per innescare una nuova forma di processo linguistico che ha saputo dinamicamente rinnovarsi nel tempo.

Una delle preponderanti “contaminazioni” (giusto se si vuole usare un tale termine) che il jazz ha subito e che oggigiorno può essere ormai considerata parte indissolubile di esso è quella proveniente dalla musica brasiliana. Samba, Bossanova e Choro, giusto per citare, sono da tempo entrati a far parte del mondo del jazz e rintracciabili in una moltitudine di registrazioni dedicate al jazz da una pluralità di musicisti. A tal proposito, occorre ricordare che la fusione della musica brasiliana con il jazz è avvenuta diversi decenni fa, già negli anni ’50, durante i tour che diversi musicisti americani hanno fatto in terra brasiliana, nei momenti e nei modi che, ad esempio, ho sinteticamente cercato di descrivere in un mio articolo dedicato a Dizzy Gillespie e pubblicato su Musica Jazz nel febbraio di quest’anno, intitolato: ” Dizzy ai Caraibi“. Tutto questo ben prima cioè delle famose registrazioni di Stan Getz con Charlie Byrd del febbraio 1962 che per i più ancora oggi segnarono discograficamente l’incontro tra i ritmi brasiliani e quelli del jazz.

Il fatto è che non solo i jazzisti americani hanno saputo assorbire i ritmi brasiliani nella loro musica, ma anche, viceversa, si sono potuti affermare molti musicisti brasiliani come jazzisti di valore, creando in un certo senso uno scambio musicale alla pari. Conseguenza di un tale processo nei decenni successivi sino all’oggi è stata una presenza ragguardevole sulla scena musicale di molti bravissimi jazzisti brasiliani che hanno saputo dare un loro importante contributo.

marianolubambo

Tra questi,  il pianista Cesar Camargo Mariano e il chitarrista Romero Lubambo, già da tempo sulla breccia, sono da considerare tra i più importanti musicisti brasiliani presenti sulla scena contemporanea della musica improvvisata. Si tratta di due eccelsi strumentisti e compositori da noi peraltro ancora poco noti tra gli appassionati. La cosa si spiega anche col fatto che verso la musica brasiliana, e latino-americana più in generale, si è formato una sorta di pregiudizio critico dovuto ad un retaggio culturale, giudicabile ad essere generosi come improprio, che ha fatto considerare “facile” quella musica, così legata al ballo, al divertimento e all’intrattenimento. Tutte “parolacce” per chi si è formato una idea precostituita sull’arte musicale, peraltro applicata anche a contesti, se non del tutto, in gran parte estranei a certi concetti.

Sta di fatto che questo disco in duo registrato nel 2002 e pubblicato in prima istanza da Trama in Brasile e da Sunnyside per il mercato internazionale è esemplificativo ai massimi livelli dell’arte musicale e strumentale dei due musicisti brasiliani ed è il punto d’arrivo di una esperienza concertistica iniziata nel 1998. Il repertorio è accuratamente scelto tra composizioni originali e brani di noti autori brasiliani, come Wave  e Fotografia di A.C . Jobim, Samba Dobrado di Djavan e  April Child di Moacir Santos. In aggiunta c’è una originale versione di un noto standard jazz come Joy Spring riarrangiato, per certi versi quasi riscritto, con grande musicalità da Romero Lubambo. Una sessione di registrazione semplicemente deliziosa che farebbe bene ad essere ascoltata per decomprimersi, come minimo, da un eventuale eccesso di ascolto di avanguardismi jazzistici.

Per chi non conoscesse la musica di questi due straordinari musicisti linko qui sotto un paio di brani del disco eseguiti dal vivo.

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