Qualche giorno di relax…

Ci avviciniamo al Ferragosto e una piccola pausa di relax per il sottoscritto mi sembra dovuta, anche solo per ricaricare le pile e rinfrescare le idee, non solo in fatto di musica. Quindi, per qualche giorno non aggiornerò (scusate il bisticcio) il sito, ma ritengo che chi avesse tempo e voglia può sfogliare il già consistente materiale pubblicato in passato.

I dati di accesso e di visitatori dopo circa 10 mesi dall’inaugurazione di questo blog sono più che incoraggianti e in progressivo costante aumento, anche se l’obiettivo che perseguo non è tanto la quantità di visite, ma la qualità delle proposte e delle indicazioni che mi auguro vengano apprezzate, ma, come dire, non si può piacere a tutti e certo il mio voluto modo di prendere nette e franche posizioni, al di là di eventuali ragioni o torti, tende a creare inevitabilmente simpatie o antipatie, apprezzamenti o deprezzamenti. Va bene così.

Più in generale, lo scopo è quello di rendere disponibile in rete una voce diversa, alternativa e il più possibile onesta rispetto ad una narrazione italica sul jazz divenuta maggioritaria, ma abbastanza falsata nei valori, conformata su posizioni tristemente ripetitive e ormai stantie, fatte passare invece per avanzate. Senza voler offendere nessuno, segnalo a prova di questo che il pubblico del jazz mediamente è diventato oggettivamente vecchio, fatto in gran parte da ultra sessantenni che perseguono idee sulla materia legate ai propri anni giovanili e perciò rimaste sostanzialmente immutabili da ormai mezzo secolo. Idee peraltro basate non di rado su pregiudizi e fraintendimenti che rivelano una conoscenza dell’ambito culturale e sociale intorno al jazz e musiche limitrofe ancora incerta e approssimativa, che non aiuta a favorire la formazione di un quadro di valori musicali adeguato e possibilmente non viziato da ingiustificati settarismi, che invece abbondano.

Date una occhiata ogni tanto al pubblico dei concerti e vedrete che scarseggiano i giovani e sulla cosa occorrerebbe fare una seria riflessione, forse anche una seria autocritica, circa i modi con i quali si divulga oggi la materia. Occorrerebbe poi ricordare a tutti, sottoscritto per primo, che nessuno su una tale materia può ritenersi possessore della verità, ma sarebbe invece importante che ciascuno riflettesse su propri eventuali errori di impostazione, pregiudizi, confusioni e quant’altro, favorendo un confronto di idee che invece manca clamorosamente in questo paese, e non solo in fatto di musica, forse perchè manca una reale passione.

Vi lascio con la proposta di un brano che ha dei risvolti personali, quasi privati. Un brano di un disco che acquistai l’estate di diciannove anni fa, l’ultima passata con mio padre, e che ad ogni Ferragosto mi riporta alla mente con immutata emozione la sua carismatica figura. La musica serve anche a questo.

Buon Ferragosto

R-1015086-1262790281.jpegJoanna’s Theme

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