Randy Weston e la ricerca delle radici africane

Il novantenne Randy Weston (nato il 6 aprile 1926 a Brooklyn, New York), di origine paterna giamaicana-panamense, è probabilmente uno dei jazzisti e compositori storici del jazz più importanti ancora viventi. In qualità di compositore basterebbe citare due suoi splendidi temi, come Hi-Fly o Little Niles divenuti degli standard per qualificarne l’importanza, ma come pianista non è molto da meno. Il suo stile pianistico, estremamente ritmico e percussivo sulla tastiera, ma anche espressivamente dinamico, deve molto a Duke Ellington e Thelonious Monk (ai quali ha peraltro reso omaggio diretto in alcuni album-ritratto).

Weston si è caratterizzato nel tempo come una sorta di  “griot del jazz e delle sue radici africane”. Nel 1960 la sua musica ha incorporato nitidamente elementi africani, come mostrato nella suite Uhuru Africa (con la partecipazione di poeta Langston Hughes) e successivamente in Highlife (del 1963), registrato due anni dopo aver viaggiato per la prima volta in Africa, come parte di una delegazione culturale degli Stati Uniti a Lagos, in Nigeria. In entrambi questi album va sottolineato il contributo essenziale negli arrangiamenti di Melba Liston. Nel 1967 Weston riprese un più approfondito viaggio cognitivo in terra africana, sempre con una delegazione culturale degli Stati Uniti, alla ricerca delle sue radici musicali e culturali. L’ultima tappa di quel tour è stato il Marocco, dove ha deciso di stabilirsi nei successivi cinque anni.

Weston ha poi prodotto una serie di album per diverse etichette, in una varietà di formati: da solo, trio, in gruppi di medie dimensioni, quasi tutti molto significativi. Da segnalare in particolare il doppio CD The Spirts of Our Ancestors e Saga. In questi ed altri titoli in discografia, sono da evidenziare le sue speciali collaborazioni con importanti tenorsassofonisti, come Booker Ervin, Pharoah Sanders e Billy Harper.

Negli ultimi anni Weston è risultato ancora musicalmente molto attivo. Nel 2013, Sunnyside Records ha pubblicato l’album The Roots of the Blues, una sessione in duo con il sassofonista Billy Harper, mentre quest’anno Weston ha festeggiato il suo 90 ° compleanno con un concerto alla Carnegie Hall e partecipando a diversi importanti festival musicali.

Per l’ascolto odierno propongo due significativi brani. Il primo è una splendida ballata di sua composizione registrata al Festival di Monterey del 1966, interpretata da par suo da Booker Ervin, mentre il secondo è una registrazione in soundcheck del suddetto duo con Billy Harper.

Buon ascolto.

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