Schuller e l’armonia agli albori del jazz

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Gunther Schuller

“(…) Nella preistoria del jazz l’armonia assolveva a molte funzioni…ma una cosa è chiara: qualsiasi discorso sull’armonia nel jazz e antenati deve partire dalla constatazione che in principio la musica afroamericana non possedeva armonia. Se pure c’era, era per caso e comunque non era certo l’armonia diatonica funzionale europea. Nel diario di Fanny Kamble (1839) i barcaioli schiavi cantano «tutti all’unisono»; e Charles Ware, quasi trent’anni dopo, afferma seccamente a proposito dei canti degli schiavi: «non esiste canto a più voci come lo intendiamo noi». E poteva essere altrimenti? L’armonia di tipo europeo è ignota alla musica africana. Sarebbe facile concludere, come la maggioranza degli studi sul jazz, che l’armonia del jazz deriva esclusivamente dalle tradizioni europee. In senso generale è vero; ma questa ha l’aria di essere un’altra di quelle ipersemplificazioni cui tanto facilmente indulgono gli storici quando i documenti scarseggiano. Infatti, in un altro senso, forse altrettanto essenziale, le specifiche scelte armoniche compiute dai neri, una volta adottato il quadro di riferimento dell’armonia europea, furono interamente dettate dalla tradizione africana. Vi sono prove cospicue del fatto che i neri assimilarono solo le tendenze armonico-melodiche compatibili con la loro tradizione (…)

Tratto da Il Jazz – le Origini – Gunther Schuller (edizione EDT)

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