Sempre a proposito di voci…

Proseguendo, abbastanza casualmente, con della grande interpretazione vocale intorno al jazz, oggi propongo l’ascolto di quella che forse ancora oggi è considerata la voce jazz per antonomasia, ossia quella di “Satchmo” Louis Armstrong, uno dei miei jazzisti preferiti, se non il preferito in assoluto, e certamente uno dei massimi geni musicali espressi nel Novecento. La sua figura si può dire sia andata ben oltre il ristretto ambito jazzistico e forse anche oltre il semplice ambito musicale. Egli ha rappresentato una delle massime espressioni della cultura americana e uno dei contributi maggiori ad essa da parte della comunità afro-americana.

La sua carriera musicale sul piano puramente creativo è stata per molto tempo descritta come divisa sostanzialmente in due fasi: il periodo degli anni ’20 e delle registrazioni dei suoi Hot Five e Hot Seven, come quello più intenso e geniale, nel quale il suo dirompente contributo innovativo si è espresso sia in termini di metodologie e di linguaggio improvvisativo che sul piano della tecnica strumentale, e quello successivo, assai più lungo, in cui ha prevalso il successo del personaggio, pressoché universale, e l’aspetto più spettacolare e di intrattenimento della sua espressione musicale, favorito dall’emergere prevalente del suo peculiare canto sul progressivo declinare del suo trombettismo.

In realtà le cose si sono manifestate in modo meno semplicistico e decisamente più sfumato rispetto a tale grossolana descrizione, in quanto un approfondimento della sua opulenta discografia dimostrerebbe come essa presenti capolavori, per quanto prodotti con maggiore discontinuità, sparsi qua e là sin quasi alla fine. Fortunatamente la più recente bibliografia ha operato in proposito una adeguata revisione critica, evidenziando diverse opere di assoluto rilievo prodotte da Armstrong ben oltre il prolifico periodo iniziale.

Un esempio è questa splendida versione di un noto standard, tratta da un Verve intitolato I’ve Got The World On A String incisa nel 1957, che è cantata e suonata alla tromba da par suo e arrangiata magnificamente da quel grande arrangiatore che è stato Russell Garcia, in possesso di uno stile di arrangiamento orchestrale quasi inconfondibile.

Buon ascolto e buon inizio settimana

download (1)When Your Lover Has Gone

 

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