W.R.U.

Ornette! è un album  registrato dal quartetto di Ornette Coleman per l’etichetta Atlantic Records poco più di un mese dopo Free Jazz, ma pubblicato solo nel febbraio 1962 ed è un disco apparentemente meno d’impatto traumatico rispetto al celebre precedente ma, a mio modesto avviso, un autentico capolavoro di musica improvvisata, assai più meditato e musicalmente riuscito. E’ un raro esempio di autentica creatività musicale realizzato col jazz e nella tradizione del jazz più di quanto potrebbe apparire in prima istanza. Modalità che si è storicamente rivelata quasi sempre il modo migliore per costruire un reale avanzamento musicale in tale ambito.

I curiosi titoli delle composizioni ivi contenute sono degli acronimi costruiti con le iniziali puntate di parole derivate dalle opere di Sigmund Freud. Ad esempio W.R.U., il brano di apertura che sto per proporvi, altro non è che l’acronimo di Wit and its Relation to the Unconscious. Ornette! documenta la prima assoluta del leggendario  bassista Scott LaFaro in sala di registrazione col quartetto di Coleman e la differenza tra l’approccio più aggressivo sullo strumento di LaFaro rispetto a quello di Charlie Haden è abbastanza evidente.

I musicisti sono tutti in stato di grazia, in particolare Coleman mostra una fantasia e una creatività negli assoli davvero notevole, ma Don Cherry non è da meno e la ritmica è semplicemente superlativa, con un Ed Blackwell particolarmente innovativo. Se ci fossero ancora dei dubbi, ma non credo, quella di Coleman è una delle menti più geniali e creative dell’intera storia del jazz, di cui qui ne dà ampia dimostrazione.

Aggiungo solo che di fronte a questi livelli musicali raggiunti certe abbondanti e furibonde discussioni tra presunti “progressismi” e “conservatorismi” nel jazz che tanto alimentano polemiche e il recondito bisogno di appartenenza ad una fazione dell’italiano medio, sia che si tratti o meno di un appassionato di jazz dichiarato, paiono in casi musicali come questo a dir poco superflue.

Buon ascolto con il seguente mitico quartetto:

Ornette Coleman – alto saxophone
Don Cherry – pocket trumpet
Scott LaFaro – bass
Ed Blackwell – drums

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One thought on “W.R.U.

  1. Ricordo di aver messo su questo disco al ritorno da un concerto del mefitico Steve Lehman, che mi aveva quasi convinto (dati gli elogi che costui riceve soprattutto in Europa da chi, immagino, detesta il jazz) che davvero il jazz fosse morto, sepolto e putrefatto… Grande disco, sì.

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