Un pianista da riscoprire

Michael JosefMikeLongo (nato il 19 Marzo 1939) è un eccellente pianista nonché compositore e insegnante del jazz, conosciuto ai più per aver lavorato ed essere diventato direttore musicale nei gruppi di Dizzy Gillespie dalla seconda metà degli anni ’60, ma se si conoscesse la sua produzione da leader, specie in trio, si scoprirebbe un pianista molto più che interessante e che meriterebbe una adeguata riscoperta.

Longo è nativo di Cincinnati, Ohio  e proviene da una famiglia di musicisti. La sua formazione musicale è perciò iniziata in giovane età. La carriera di Mike è iniziata nella band del padre, ma più tardi, ancora adolescente, venne avvicinato da Cannonball Adderley e portato sotto la sua ala protettrice. Nella circostanza, Adderley aveva bisogno di un pianista per la chiesa degli afro-americani, sicché la presenza del bianco Longo in una chiesa nera risultava piuttosto insolita. Gillespie, che aveva già avuto modo di conoscere il giovane Longo in una esibizione al Metropole e occasione di citarlo a sorpresa in un’intervista come uno dei giovani più interessanti in circolazione, lo ingaggiò più in là, dopo che ebbe modo di risentirlo al Metropole portato da Roy Eldridge, diventando in breve tempo direttore musicale delle sue formazioni. Dal 1966 in poi la carriera di Longo sarà fortemente legata a quella di Gillespie, non solo professionalmente. Non a caso, fu al suo capezzale sino all’ultimo, nella notte del 1993 in cui morì.

Sul piano stilistico Longo ha subito da giovane l’influenza del pianismo Boogie-woogie e più avanti di Oscar Peterson, a suo stesso dire. Dal 1960  ha cominciato a guidare un suo Trio esibendosi e registrando costantemente nei decenni successivi in uno stile mainstream molto aggiornato. Diverse incisioni di questa formazione sono pregevoli e meritano molto più che una semplice attenzione. Si inserì negli anni ’70 in un filone  di jazz-crossover con l’utilizzo delle tastiere elettroniche in alcune interessanti registrazioni, raggiungendo livelli qualitativi non comuni in tale ambito.

Vi propongo perciò qui due brani illustrativi tra quelli che ho potuto trovare in rete: uno in trio, registrato per la gloriosa etichetta Mainstream, dal titolo Soliloquy e l’altro tratto da 900 Shares Of The Blues, registrato in compagnia di Joe Farrell e Ron Carter e relativo al periodo crossover anni ’70, dal titolo Ocean of his Might.

Buon ascolto

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...