Giovani pianisti crescono…

Gerald William Clayton è un relativamente giovane (trentaduenne) ma già affermato pianista e compositore di notevole talento, non a caso nominato già ben quattro volte per il Grammy. Nato a Utrecht, nei Paesi Bassi si è trasferito giovanissimo a Los Angeles dove è cresciuto. Figlio d’arte, in quanto ha per genitore quel John Clayton bassista della Clayton-Hamilton Orchestra e per zio il sassofonista Jeff.

Ha studiato piano classico  con  Linda Buck  e piano jazz e composizione con Shelly Berg, sotto la guida di Billy Childs presso la Thornton School of Music  e con Kenny Barron alla Manhattan School of Music.

La sua musica, come quella di molti suoi colleghi coevi, tiene conto di diverse prospettive musicali, grazie ad una sensibilità inclusiva che gli ha permesso di esibirsi e registrare con artisti di diversa estrazione musicale: Roy Hargrove , Dianne Reeves, Ambrose Akinmusire, Diana Krall, Dayna Stephens, Kendrick Scott, Ben Williams, Terell Stafford & Dick Oatts, Michael Rodriguez, Terri Lyne Carrington, Avishai Cohen.

Nel 2014 ho avuto modo di conoscerlo in occasione della sua partecipazione al concerto di Charles Lloyd nell’ambito della stagione 2014-15 di Aperitivo in Concerto. Mi è parso una persona a posto, motivato ma senza grilli per la testa e naturalmente uno splendido pianista.
La discografia di Clayton come leader riflette la sua evoluzione come artista. Il suo debutto discografico del 2009, Two-Shade (ArtistShare), aveva guadagnato subito una Grammy nomination per il 2010 come ‘Best Improvised Jazz Solo’ per la sua versione di  All of You di Cole Porter, ma tutti e tre gli album da lui sino ad ora pubblicati hanno ricevuto delle nomination.Per quel che mi riguarda, lo trovo un pianista moderno e versatile ma profondo e con una ottima conoscenza della tradizione, dalla quale non ha problemi a pescare il materiale su cui esibirsi ed improvvisare. Ne dà qui una validissima dimostrazione in tre diversi video che sono andato a pescare in rete e che per diverse ragioni meritano tutti l’ascolto e la visione. Il primo è una brillante versione del celebre Love portata al successo da Nat King Cole, il secondo è un brano più crepuscolare e ispirato ad un pianismo più vicino alla musica classica. Il terzo è invece una splendida e originale versione di Embraceable You.

Buon ascolto e buon fine settimana con Gerald Clayton

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