il pianoforte improvvisato di Cecil Taylor

Ho sempre trovato ostica la musica di Cecil Taylor e, pur se non lo considero una icona da venerare, come fanno un po’ acriticamente molti appassionati, devo ammettere che è stato un pianista e un musicista che ha contribuito parecchio all’avanzamento sia del pianoforte jazz improvvisato che del jazz tout court. Peraltro alcuni suoi dischi sono più che “leggibili”, specie quelli in piano solo e quelli degli anni ’50. Dei jazzisti afro-americani del periodo Free è sicuramente uno di quelli che aveva più conoscenze in ambito di musica accademica e contemporanea e sicuramente questa influenza si coglie nella sua proposta, ma nonostante questo, il suo pianismo estremamente percussivo rivela notevoli agganci con certa tradizione fortemente afro-americana legata a Duke Ellington, Earl Hines e Thelonious Monk. Certo, non è musica dalla quale aspettarsi di “battere il piedino”, lo swing non è mai stata una caratteristica di Taylor, ma la musica richiede sempre più capacità di ascolto e la minore interposizione possibile di proprie aspettative, di qualsiasi genere esse siano.

Per il fine settimana vi propongo una sua breve ma interessante esibizione al piano solo che contiene un po’ tutti gli elementi di cui ho qui solo brevemente accennato, giusto per non tediare, ma il musicista meriterebbe ovviamente ben altro approfondimento in altra circostanza e/o in altra sede.

Buon ascolto e buon week end.

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