Una delle più belle canzoni mai scritte

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Bewitched, Bothered and Bewildered  è una meravigliosa melodia scritta nel 1940 dai compositori Richard Rodgers e Lorenz Hart (il cui ricco book di canzoni è tra i più noti e frequentati dai jazzisti di tutto il mondo) e tratta dalla rivista musicale Pal Joey. Il brano è stato introdotto da Vivienne Segal il 25 dicembre 1940, nella produzione di Broadway e gode di diverse importanti versioni jazzistiche, tra cui quelle di Art Pepper, André Previn, Al Cohn, Oscar Peterson, Chick Corea e Brad Mehldau, giusto per citarne qualcuna e lasciando stare quelle vocali che sono probabilmente centinaia, se non migliaia. Una che merita è senza dubbio quella di Paul Desmond che aveva una grandissima capacità di imbastire una perfetta architettura dell’assolo riuscendo sempre a mantenersi sui livelli di cantabilità proposti  da melodie del genere, lavorando magnificamente anche sul piano ritmico. In questo senso, pur con una estetica complessiva e soprattuto un suono molto differenti, a me ha sempre ricordato l’approccio di un Sonny Rollins, altro maestro assoluto dell’improvvisazione jazzistica e gigantesco costruttore di architetture solistiche.

Su Desmond ricordo di aver letto a fine anni’ 70 su recensioni di suoi dischi, idiozie del tipo che definivano la sua musica adatta alla filodiffusione in camera odontoiatrica, o qualcosa di simile. Questo per sottolineare come in quegli anni qualsiasi cosa che non suonasse “rivoluzionaria” o “contro” veniva sbeffeggiata da una pseudo critica politicizzata e costituzionalmente sorda, permettendosi di prendere a pesci congelati in faccia geni di questa statura. E per certi versi non è che oggi sia poi cambiato molto…

Vi propongo qui il video con la trascrizione del suo assolo nel suddetto brano, contenuto in Easy Living, disco registrato nel 1965 per la RCA assieme a Jim Hall.

Buon ascolto

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2 thoughts on “Una delle più belle canzoni mai scritte

  1. Molto bello… Osservo di sfuggita che questo è uno degli standard più fraintesi (per dire così) dai jazzisti, che ne alterano sistematicamente l’agogica, il ritmo e perfino l’armonia molto caratteristica e raffinata della seconda semifrase di A. Va bene lo stesso, si capisce, ma è così per dire. Una versione fedele al testo è quella di Patti Lu Pone, cantante e attrice di Broadway che non è una jazzista

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