Bill faceva già sul serio nel 1956…

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Un giovane Bill Evans in uno dei capolavori di quella raffinata mente di George Russell, il teorizzatore del  lydian chromatic concept, già emergeva nel suo splendore pianistico e improvvisativo nel 1956, ben prima della costituzione del suo fondamentale trio con Scott La Faro e Paul Motian. Il disco è il noto Jazz Workshop inciso dallo Smalltet di George Russell, un sestetto composto da solisti superlativi come Art Farmer alla tromba e il sottostimato Hal Mc Kusick al sax contralto. Si stenta a credere che si tratti di un sestetto e che ci si trovi nel 1956, in piena fase hard-boppistica, da tanto è corposa e articolata la musica suonata e il sound complessivo, quasi orchestrale. Uno dei dischi che sembra non sentire minimamente il passare del tempo, eppure ha già 60 anni.

Il disco è tutto di livello eccelso senza distinzione, ma ho scelto questo brano perché evidenzia già all’epoca la grande arte improvvisativa e il talento innato di Bill Evans, con uno stile non ancora del tutto definito, rispetto a ciò che lo identifica all’orecchio di qualsiasi jazzofilo nelle incisioni successive a suo nome, ma che permette di distinguere alcune delle sue influenze pianistiche in ambito jazzistico: Bud Powell e il bop, certamente, ma si coglie anche qualcosa del pianismo derivato da Nat King Cole e io ci sento pure qualcosa a la George Shearing, altro pianista abbastanza lungamente bistrattato, ma che ultimamente sto risentendo con attenzione e devo dire che è molto meglio di quanto solitamente narrato nella bibliografia jazzistica e forse non con un ruolo così marginale come quello che gli è sempre stato attribuito. Al di là di questo, il suo assolo possiede una sua valenza oggettiva e mostra una chiarezza discorsiva nello sviluppo fraseologico davvero impressionante, da musicista e strumentista già maturo e avanzato.

Faccio notare un paio di dettagli a mio avviso non trascurabili: il ritmo “latin” del brano, che non dovrebbe sorprendere, viste le esperienze giovanili “afro-cuban” di Russell e il fatto che il solo finale di Bill Evans sembra essere pensato, almeno in parte, sulla struttura armonica di I Remember April (provate a cantare il tema durante il suo assolo e vedrete che funziona…).

Sottolineo inoltre che il brano è stato inciso solo un mesetto dopo il suo esordio da leader per la Riverside con New Jazz Conceptions e prima dell’incisione di All About Rosie, sempre assieme a George Russell.

Un vero godimento per le orecchie.

Buon ascolto.

downloadConcerto For Billy The Kid

 

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